A SESTO SAN GIOVANNI C’E’ UN SINDACO DISTRUTTORE DI SOCIALITA’

A SESTO SAN GIOVANNI C’E’ UN SINDACO DISTRUTTORE DI SOCIALITA’

Ad opera del Comune di Sesto San Giovanni c’erano già stati nei mesi scorsi gli sfratti alle associazioni sfrattoFior di Mylius e Il Cortile delle Idee, che si occupano rispettivamente di laboratori nel verde per bambini e di corsi di yoga e counselling. Lo sfratto ad Emergency è di poco tempo fa, e prima ancora si erano susseguite le intimazioni di sgombero a Ventimila Leghe, che organizza viaggi storico/culturali negli ex campi di concentramento, laboratori didattici e counselling per studenti, Le Malandre, che si occupa di cittadinanza attiva, scuola pubblica, laicità e beni comuni, e Lucrezia Marinelli, che crea rassegne e un archivio di cinema femminile.
Ma è di Venerdì scorso la notizia improvvisa della messa in vendita, tra un mese, di diversi palazzi comunali in affitto da anni a numerose associazioni di volontariato sestesi: oltre ad alcune di quelle già citate, ci sono Auser, i cui volontari accompagnano gli anziani alle visite e nelle difficoltà, c’è l’Avis che organizza i donatori, la sezione del CAI che progetta escursioni ed educazione ambientale, L’Aned che cura gli incontri di testimonianza sulla guerra nelle scuole e in città, i viaggi negli ex lager, e che ha uno dei più importanti archivi sulla deportazione nazifascista e sulla Resistenza. E ancora l’associazione Mutilati e Invalidi, Free Camera per gli appassionati di fotografia, i Maestri del Lavoro che offrono borse di studio, eccetera eccetera.
A Sesto San Giovanni il sindaco Di Stefano sta letteralmente buttando in strada tutto il ricchissimo tessuto associativo della città, un patrimonio inestimabile di solidarietà, di volontariato, di crescita e di socialità. Decine e decine di cittadini che fanno educazione, assistenza, cultura, memoria storica e cura delle relazioni sociali, comunità e inclusione per tutti, grandi e piccini.
Lo fa come sempre con un solo mese di preavviso, calpestando qualsiasi dovere di dialogo e mediazione, e costringendo l’interruzione forzata di tutti i progetti in corso. Il sindaco in questi anni non ha mai voluto rispondere alle richieste di incontro avanzate dalle associazioni, che hanno tutte regolari contratti d’affitto e sono in linea con i pagamenti, dichiarandosi esplicitamente come il sindaco non di tutti i cittadini sestesi, ma solo di una parte.
Analogo preoccupante silenzio giunge da quelle liste civiche che avevano fatto campagna elettorale proprio sui temi dell’associazionismo e della partecipazione e che hanno poi appoggiato la giunta di destra entrandone a far parte.
La gravità di questo comportamento, oltre alle estreme difficoltà di sopravvivenza a cui costringe tutti i gruppi (che possono contare su pochissime risorse economiche di autofinanziamento), sta nel fatto che è una chiara e deliberata strategia di disumanizzazione, di dispersione e di disarticolazione della ricchezza sociale e solidale della città di Sesto San Giovanni. E’ un attacco brutale al cuore della coesione tra le persone, un fatto molto pericoloso perchè mira a rompere i legami e a lasciare i cittadini molto più soli, senza aiuto e senza difese.

Carlo Silva aka Carl-one Mc

Ti potrebbero interessare