Accoglienza contro il sonno della ragione

Accoglienza contro il sonno della ragione

Il nuovo primo cittadino di Sesto San Giovanni ci tiene a ribadire più volte il termine “definitivamente”.
Rivendica con orgoglio di aver posto le basi per un’archiviazione “definitiva” del progetto di costruzione della moschea che avrebbe dovuto sorgere in città, in accordo col piano sostenuto dalle precedente amministrazione comunale (di centro-sinistra, al pari di tutte le precedenti da molti anni a questa parte). La delibera che affossa il progetto, come del resto Roberto Di Stefano si era impegnato a fare nella recente campagna elettorale, si basa su presunte inadempienze verso il Comune da parte del locale Centro culturale islamico rispetto a convenzioni sottoscritte negli anni passati ma è evidente, anche alla luce dei toni usati durante la competizione elettorale, che la questione è un’altra: rallentare, perché sarà impossibile fermarlo, un processo che avvicini il nostro Paese alle regioni d’Europa più attente all’accoglienza e alla tolleranza.

Con l’accusa infondata che i finanziatori occulti della moschea mirano alla diffusione dell’Islam più radicale si vuole impedire la costruzione di un luogo di culto degno di uno Stato che riconosce e pratica la libertà di culto, chiedendo nel contempo a tutti coloro che vivono entro i suoi confini il rispetto delle leggi. Il risultato è costringere i fedeli musulmani a riunirsi in moschee temporanee e improvvisate, mal sopportate e semi-nascoste in una penombra che genera paure e mostri, come il sonno della ragione.

Consola, lo di accennava già, il pensiero che gli ostacoli e le barriere eretti da politici come Di Stefano sono destinate a rivelarsi inefficaci. Definitivamente.

 

Stefano Simonetta

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