ambiente e lavoro!

ambiente e lavoro!

Da questo sito, abbiamo ricordato che nel terzo congresso dell’Internazionale (Bruxelles tra il 6 e il 13 settembre del 1868), Marx dettava una risoluzione sul problema ambientale. «Considerando» – vi si legge – «che l’abbandono delle foreste a individui privati causerebbe la distruzione dei boschi necessari alla conservazione delle fonti e, di conseguenza, alla buona qualità del terreno e così anche della salute e della vita delle popolazioni, il Congresso ritiene che le foreste debbano restare proprietà della società» (p. 130). A ciò aggiungevamo: “Marx riteneva necessario combattere perché la socializzazione delle più importanti produzioni fosse affidata a un potere pubblico capace di garantire un costo dei beni comuni accessibile a tutti e vicino alle spese di gestione. Possiamo ancora considerare valida, mi sembra, questa indicazione ad accostare ecologia e lavoro, prendendo atto della difficoltà di salvare l’ambiente senza emancipare il lavoro e viceversa. Difficile, verrebbe da dire, «dare l’assalto al cielo» solo a metà!”
L’endiadi che ci piace è ambiente e lavoro! E non certo: ambiente e profitto! Non si tratta di preferire un rosso intenso a uno sbiadito, di indicare partiti, uomini o liste, ma piuttosto di insistere sulla dignità del lavoro a scapito del profitto. Si tratta di una visione alternativa della politica ambientalista. Una società ecologicamente responsabile ha senso solo se accompagnata dai processi di demercificazione garantiti da un’economia solidale, collaborativa (reti di scambio reciproche), circolare (riciclaggio, reimpiego), centrata sulla rilocalizzazione.

Davide Bondì

Ps: nell’immagine uno dei capannoni dell’Innocenti di Milano, il palazzo di cristallo, l’unico dopo quasi trent’anni di abbandono.

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