Ancora il raggio verde

Ancora il raggio verde

L’ambientalismo può essere una necessità, una urgenza, un impegno, un sacrificio, un sentiero impervio, lungo, estenuante, ma anche una emozione, una folgorazione .
Questo ci ha comunicato Al Gore con i suoi due ottimi film didattici e mobilitanti, dedicati a chi vuol fare qualcosa per salvare il pianeta dai disastri provocati dai cambiamenti climatici.
Immagini iconiche della fine alla quale siamo condannati se non riusciremo, in pochissimo tempo, pochi anni, a fermare l’inquinamento letale che alza la temperatura sulla terra provocando in una interazione perversa tra scioglimento dei ghiacci, inondazioni e siccità.
L’inaugurazione del ciclo d film “Raggio Verde”, tutti dedicati alla ecologia ambientale, segna un successo di partecipazione e di pubblico, incredibilmente incollato alle sedie e con gli occhi allo schermo per tre ore. Organizzata dai “Verdi di Milano”, la rassegna prevede un film al mese secondo un calendario che non vuole solo presentare immagini e tematiche catastrofiste, ma come confermato nei suoi “Una scomoda Verità” primo e secondo capitolo (2006-2017), speranza, forza, attivismo tutto là dove sia possibile.
Scienza e coscienza, conoscenza e consapevolezza, speranza e ottimismo sono alla base del suo impegno ambientalista con la sua fondazione.
Vicepresidente degli USA (1993-2001) e premio Nobel per la pace nel 2007, ha dedicato, dopo la sconfitta alle presidenziali del 2000 e in seguito ad un grave incidente accaduto al figlio, la sua vita sul campo di battaglia dei cambiamenti climatici e ad un impegno costante per premere sulle istituzioni internazionali e locali e fare prendere coscienza dell’urgenza del cambiamento dei parametri produttivi che producono co2 fuori controllo .
Il personaggio Al Gore dotato di grande carisma riesce a coinvolgerti fino all’applauso.
Non solo con dati scientifici e slide incontestabile, ma appunto con una carita etica e di amore per la terra, “la biglia blu” come viene vista dallo spazio.
Il messaggio è non arrendersi e lavorare instancabilmente per l’obiettivo: salvare il pianeta.
Molti interventi di persone impegnate o non nelle associazioni e molti interventi di giovani preparati e documentati e persino un buffet vegetariano per assorbire le tematiche più ansiogene.
La rassegna prosegue come da locandina Martedì 27 novembre con “The Empire of red gold”, dove si racconta come la Cina che non consuma salsa di pomodoro ne sia comunque la prima produttrice mondiale…
Un volta al mese secondo la locandina sempre al Cam Gabibaldi, gratuito, aperto a tutti

Giuseppe Pino Rosa

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