ANCORA OMBRE SU SAN SIRO

ANCORA OMBRE SU SAN SIRO

Il contributo di Alessandro Ali all’incontro promosso da SinistraxMilanosullo stadio, ancora più attuale dopo la proposta del sindaco di varare una squadra che si confronti con le squadre sulla riduzione delle volumetrie, il piano, la rifunzionalizzazione del Meazza e le ricadute sul quartiere e la risposta arrogante dell’amministratore del AC Milan che invoca la legge sugli stadi che permette di superare il piano regolatore.
Ecco perché non si deve permetterlo
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Il rapporto tra governo delle grandi trasformazioni e quello delle trasformazioni diffuse e di carattere molecolare, è a Milano e nei suoi piani urbanistici, tradizionalmente complesso. Tempi lunghi e complessità dei processi di attuazione, difficoltà di incrociare il soddisfacimento dei fabbisogni pubblici e le condizioni di fattibilità degli interventi, e, non per ultimo, un inadeguato quadro normativo, tendono a porre le grandi trasformazioni all’esterno della pianificazione urbanistica ordinaria. Milano 2030 ha proposto le seguenti mosse: individua i luoghi delle grandi trasformazioni su aree prevalentemente pubbliche, li precisa, distinguendoli dai luoghi in cui sono possibili interventi differiti di manutenzione straordinaria dell’esistente, ne subordina l’attuazione all’insediamento di funzioni di interesse collettivo e, con una “ragionevole distanza”, lascia infine al Consiglio Comunale la possibilità di valutare le proposte sulla base della loro reale capacità di rafforzare il ruolo della città nella offerta di servizi di rango regionale e nazionale. Forte di quanto è accaduto negli ultimi anni e in gran parte sta accadendo in città, in cui le piccole trasformazioni, e non soltanto quelle grandi ed estese, stanno ridefinendo il volto di interi quartieri, Milano 2030 domanda alle Grandi funzioni urbane, e quindi anche a quella di San Siro, di essere generatrici di parti di città fortemente integrate con quelle esistenti, di non produrre spazi esclusivi ed isolati, ma inclusivi e permeabili capaci di rispondere ai fabbisogni dei quartieri entro cui quelle trasformazioni si collocano, di valorizzarne i caratteri distintivi e di incrementare al loro interno la qualità dell’abitare. All’esterno degli scali ferroviari, il cui accordo è solo formalmente al di fuori del piano, Milano 2030 ha individuato le parti di città entro cui concentrare le principali azioni di rigenerazione urbana ed ha disegnato una trama di spazi pubblici capaci di legare i nuovi interventi con i quartieri circostanti. Alla stessa maniera Milano 2030 chiede alla Grande funzione urbana di San Siro di essere capace di estendere le sue ricadute positive all’esterno contribuendo alla riqualificazione dei quartieri San Siro e Harar, dei piazzali Lotto e Zavattari e della cerchia dei viali, di valorizzare il sistema dei parchi dell’ovest costruendo attraverso via San Giusto una nuova relazione con l’ambito di Piazza D’Armi.

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