ATM, SMOG, BILANCIO AMBIENTALE: Procediamo?

ATM, SMOG, BILANCIO AMBIENTALE: Procediamo?

Il dibattito c’è stato, bello e partecipato. Su cosa? Sul nostro documento che vorrebbe spingere il dibattito cittadino e il Comune a essere più coraggioso contro l’inquinamento, per una città progressivamente senz’auto, con politiche di mobilità sempre più sostenibili e un vero bilancio ambeintale della città. Le risposte sono state positive, ne pubblichiamo alcune. Il dibattito è ancora aperto, ma sarebbe bello portarlo a concretezza.

Grazie a tutti quelli che sono interventuti: Verdi di Milano, Possibile Milano, FIAB Ciclobby Onlus, Liberi e Uguali – Milano, Cittadini per l’Aria onlus, Bikeitalia.it, Milano in Comune, Legambiente Lombardia e Partito Democratico

Grazie per l’ospitalità a Arci Bellezza

Ecco gli interventi in ordine di arrivo di Livio Grillo, Alessandro Brambilla Pisoni, Luca Belloni, Stefano Simonetta, Giacomo Negri, Marco Dal Toso.

Mobilità e salute: se non ora quando?
Ancora venerdì scorso, all’incontro organizzato dal FAI – Delegazione di Milano, il sindaco Beppe Sala ha di nuovo citato la mobilità sostenibile come uno dei problemi di Milano più importanti e più urgenti, con l’orizzonte più immediato di salvaguardare la salute dei cittadini e quello più ampio di combattere i cambiamenti climatici.
Succede però che, poche settimane prima, il problema di reperire 50 mln per far fronte alle esigenze di bilancio ATM SpA sia stato affrontato solo in termini di aumento tariffario del biglietto, a nostro parere in contraddizione con l’assunto precedente.
Quale migliore occasione, invece, per proporre, proprio partendo da questa esigenza contabile, un modello di mobilità cittadina coniugata con la sostenibilità e non solo con i rincari ATM, per difendere e riaffermare la centralità del trasporto pubblico e la difesa della vivibilità della città?
Le esigenze di bilancio ATM non sono calate improvvisamente dal cielo. Nascono dai Km/anno in più per nuove tratte di superficie, dall’allungamento degli orari di esercizio e dagli oneri per la realizzazione dei vari cantieri MM (il tutto aggravato dal venir meno dei corrispondenti contributi statali e regionali).
Nascono cioè dall’obiettivo di migliorare proprio quella mobilità che, così come è ripartita oggi tra pubblico e privato, è una delle cause prevalenti dell’inquinamento dell’aria che respiriamo, miglioramento di cui beneficia tutta la città, non solo l’utenza ATM.
Il problema non può quindi essere affrontato chiedendo un contributo solo ai passeggeri ATM, ma reperendo in modo opportuno i 50 mln tra tutti gli utenti della mobilità cittadina.
Tra l’altro non possiamo dimenticare:
· che chi usa il mezzo privato in città beneficia di una risorsa scarsa (lo spazio fisico per muoversi in auto) resa disponibile proprio dal fatto che la maggioranza degli utenti della mobilità cittadina decide di muoversi con i mezzi pubblici (altrimenti ci sarebbe solo un superimbottigliamento a velocità zero!);
· che, nello stesso tempo, chi usa il mezzo privato in città penalizza gli utenti del trasporto pubblico, che devono farsi carico della diminuzione della velocità commerciale dei mezzi di superficie ATM causata dal traffico privato;
· che la diminuzione del traffico privato contribuisce sia al miglioramento dell’ambiente (non solo dell’aria, ma di tutto l’ambiente urbano reso più fruibile) sia a una maggior velocità commerciale dei mezzi ATM di superficie e quindi a una diminuzione dei loro costi di esercizio.
Perché, proprio partendo dall’esigenza/emergenza finanziaria, non annunciare allora un piano straordinario per la mobilità sostenibile? Se non ora quando?
C’è il tempo per farlo prima che entrino in vigore gli aumenti.
Questa esigenza di reperire 50 mln può essere un’ottima occasione per proporre alla città, con un annuncio forte da parte del sindaco, un percorso virtuoso fatto non solo, e non tanto, di aumenti tariffari, ma di più equa ripartizione dell’onere economico, di minori costi d’esercizio per ATM e, soprattutto, di miglioramento dell’ambiente.
Questi ultimi sono infatti tre obiettivi sinergici e convergono ad una medesima soluzione: introdurre almeno qualcuna delle misure necessarie per diminuire il numero di macchine, in una visione integrata costi-mobilità-ambiente.
A titolo di esempio, pensiamo a provvedimenti tipo aumento delle tariffe di Area C per non residenti, aumento delle tariffe dei parcheggi, introduzione di semafori asserviti, maggiore severità con chi non rispetta le corsie riservate e con chi sosta in divieto e/o intralcia il traffico.
Con questo stesso spirito, entrando nel merito della manovra tariffaria, che speriamo possa essere meno onerosa alla luce di quanto sopra proposto e che oggi è scaricata tutta sui cosiddetti utenti saltuari, due provvedimenti potrebbero renderla loro più equa e più accettabile: portare la validità del biglietto a 100 minuti (come Roma e Genova, per esempio) e aumentare il carnet 10 corse percentualmente non come il biglietto singolo, ma come l’abbonamento mensile. Il carnet può essere considerato infatti come uno strumento di fidelizzazione e di facilitazione all’uso dei mezzi pubblici quasi come un abbonamento breve, rivolto ai tanti che, pur usandoli come mezzo preferenziale, non ha la convenienza economica a comprare un abbonamento vero e proprio.
Livio Grillo

A Milano il problema è l’inquinamento non il traffico. L’inquinamento uccide e ci sono numerosi studi a stabilirlo inequivocabilmente. Il traffico (pur presente) è largamente inferiore a tantissime altre metropoli (Roma, Parigi e Mosca a solo titolo di esempio).
Noi scontiamo, però, una situazione geografico ambientale pessima, ma sulla quale non è possibile intervenire. Siamo in Pianura Padana e la ventilazione è limitatissima.
Pensare di obbligare tutti a muoversi in bicicletta non solo non è realistico ma si scontra con alcune obiettive motivazioni personali, oltreché essere una politica illiberale.
Vanno, pertanto, ipotizzate una serie di misure, perché una sola non basta.
E’, allora, importante essere scientificamente informati. Sostenere che l’auto elettrica inquini come un’auto a combustione non solo è falso ma è paragonabile a chi sostiene che per combattere la diffusione di malattie non serva vaccinarsi.
Prima di intervenire bisognerebbe studiare e non citare leggende metropolitane.
Tali posizioni talebane impediscono nei fatti il raggiungimento di obiettivi perseguibili e si rilevano dannose per una seria lotta all’inquinamento.
Sono chiaramente a favore di una serie di misure quali l’asservimento semaforico e una ancora maggiore diffusione delle corsie riservate ai bus (meglio filobus).
Penso che con risorse limitate sarebbe stato preferibile costruire metro tramvie rispetto alle ultime linee della metropolitana ma, dato che ormai sono state realizzate o sono in fase di ultimazione, ritengo che la loro presenza sarà, comunque, fondamentale per la lotta contro l’inquinamento.
Per quanto concerne gli aumenti tariffari di ATM, Milano in Comune ha iniziato, insieme al Comitato ATM Pubblica, una raccolta di firme contro tali aumenti in quanto drammaticamente sbagliati e contrari a quella che deve essere una seria politica ambientale volta anche a limitare il riscaldamento climatico.
Si aumenti il ticket di ingresso in AREA C e si valuti, piuttosto un allargamento di tale area così come venne indicato in un referendum consultivo di ormai troppi anni or sono.
Questo è solo un piccolo contributo.
Resto a Vostra disposizione per ulteriori approfondimenti.
Alessandro Brambilla Pisoni Milano in Comune

Intervento di Luca Belloni per punti:

a) raccontare ,meglio le cose positive come biglietto extraurbano e ragazzi gratis fino 14 anche non accompagnati che vuol dire un abbonamento da non pagare per qualche mese o un anno

b) abbonamenti brevi 3/4 mesi che non obblighino a pagare per 12 mesi , non incrementare così tanto i carnet , questa è la proposta che arrivava da alcuni dei comitati Niguarda e Comasina aumentare la durata del biglietto per poter a volte tornare in tempo non potendo usare la metro più volte

c) dare una impronta positiva nella comunicazione si fa questo anche contro l’inquinamento (allora servirebbe aumento area C , raccontare i miglioramenti fatti e quelli pianificati e spiegare che investimenti implicano;

 

Intervento di Stefano Simonetta

In genere, non mi piace condurre alcuna battaglia civile e politica ricorrendo alla paura, né ponendo l’accento solo sulle possibili ricadute economiche, ma questo è un caso in cui credo si possa fare eccezione alla luce della gravità di una situazione plasticamente rappresentata dai tanti genitori che in ogni mattina di pioggia scortano i propri figli in auto sino alla scuola materna o elementare, incuranti dei danni gravi che così facendo arrecano alla salute dei loro stessi figli e dei loro coetanei.

Per questo, penso sia arrivato il momento di

– promuovere campagne pubblicitarie “aggressive, che mostrino le conseguenze dell’inquinamento, per es. collocando nei pressi di scuole e giardini una cartellonistica che illustri cosa respira un bambino di un metro (qualcosa di simile a quanto fatto anni fa in Francia per ridurre gli incidenti stradali mortali)

e, nello stesso tempo, occorra

– denunciare i costi sempre crescenti dell’inquinamento, in termini di cure per chi ne subisce le conseguenze (bambini, anziani, persone con disturbi respiratori).

Parallelamente, in una prospettiva più ottimistica, andrebbe innescato un circolo virtuoso segnalando e sostenendo le iniziative di quegli enti pubblici o soggetti privati che favoriscono il ricorso al trasporto pubblico con agevolazioni per l’acquisto degli abbonamenti che, in casi come quello della la Statale di Milano, arrivano sino alla copertura dell’85% del costo.

 

Schematicamente,  l’intervento di Giacomo Negri (Possibile Milano) i punti che avevo maggiormente apprezzato, andando a memoria e ricostruendo un po’, erano:

– eventuale aumento della tassa di soggiorno o di area c (gli aumenti non sono dettati da una modifica del contratto di servizio con atm, ma da un buco nel bilancio ordinario causato dagli oneri del project financing di m5 – e tra poco arriva pure m4 e soccazzi)

– pagamento di area c per tutti i veicoli (capisco il periodo gratis per le auto ibride, che è servito a spingerne l’acquisto, ma ora basta. Si paghi lo spazio occupato. Del resto area c è una tassa sulla congestione, non sull’inquinamento)

– grossi rischi di dimenticarci delle persone, fossero anche poche, che hanno lavori saltuari, per cui non si possono permettere di sganciare i soldi per l’abbonamento o, ancora più semplicemente, per loro non risulta conveniente

– rendere il servizio di ATM meno centro-centrico e ripristinare il servizio completo notturno (da pubblicizzare come misura contro la guida in stato di ebrezza, ad esempio).

 

Intervento di Marco Dal Toso di Liberi e Uguali .

Preliminarmente, mi permetto di osservare come il bilancio ambientale di Milano non possa essere disgiunto da quello più generale dell’area metropolitana milanese e, ovviamente, da quello della Regione Lombardia.

Come noto ,infatti ,la tutela dell’ambiente nel nostro ordinamento costituzionale è una delle materie di competenza concorrente delle Regioni che si affianca alla competenza “esclusiva” dello Stato, competenza prevista dall’art. 117 primo comma lettera s) della Costituzione.

Ritengo che la tutela ambientale, dell’ecosistema e dei beni culturali debba essere una materia intorno alla quale è necessario da parte delle Regioni negoziare con lo Stato maggiori poteri, competenze risorse.

Nella realtà milanese, il tema delle bonifiche ambientali è un tema urgente che riguarda diverse aree pubbliche e private in attesa delle risorse necessarie per la messa in sicurezza del territorio.

Nell’ambito delle politiche per bilancio degli enti locali ,nel caso di comprovate situazioni degradate e di concreto pericolo per la salute dei cittadini ,i Comuni dovrebbero essere messi nella condizione di poter andare in deroga al patto di stabilità ; a tal fine occorrerebbe un intervento del legislatore nazionale anche di rilievo costituzionale(modifica art.81 e 97 della Costituzione).

Leu condivide molte delle proposte avanzate nel documento oggi presentato da Sinistra x Milano riguardanti le politiche per lo sharing, la graduale estensione di area C, l’aumento dei Km di trasporto pubblico locale, l’introduzione del ticket breve, che preveda un costo unitario inferiore per chi utilizza i mezzi per tratte molto brevi, la promozione degli abbonamenti per la popolazione più anziana.

E’ necessario, in previsione della scadenza del contratto di servizio con Atm, che continui il pieno controllo pubblico del trasporto locale anche tramite l’Istituzione di un ‘Azienda speciale a totale controllo pubblico. Tutte le principali capitali europee (tranne Londra che sta peraltro rivisitando la sua scelta)hanno scelto di mantenere il pieno controllo pubblico sul trasporto locale.

Leu dissente, dalla scelta di Amat (Agenzia Mobilità Ambiente e territorio), fatta con l’assenso della Giunta Comunale, di aumentare il biglietto ordinario Atm a 2 euro; Amat e Comune giustificano tale decisione con la riorganizzazione del sistema tariffario municipale dei trasporti.

Non è così, noi sosteniamo che le ragioni di questo aumento sono altre: è evidente che i costi relativi alla realizzazione della linea M4, i costi delle varianti in corso d’opera da riconoscere alla società concessionaria e alle ditte appaltatrici e gli oneri dei mutui bancari necessari all’esecuzione della linea metropolitana, incidono, seppur indirettamente, sulla decisione di aumentare il costo del biglietto ordinario e settimanale.

Si tratta di un aumento secco del 33 per cento del prezzo attuale del biglietto ordinario e del 55 per cento di quello settimanale, che graverebbe soprattutto sui redditi medio bassi ed in periodo di crisi economica, che ha visto fortemente ridursi il potere d’acquisto di lavoratori, lavoratrici e pensionati.

La cancellazione delle inique storture tariffarie ai danni dei pendolari extraurbani e la qualità del servizio, temi non più rinviabili, devono invece essere affrontati dalla costituita Città Metropolitana; a tal proposito critichiamo fortemente i tagli di spesa operati dalla Regione Lombardia sul trasferimento di risorse ai Comuni per il trasporto pubblico.

Leu auspica che la decisione sia rivista e che siano comunque fatte scelte per tutelare le fasce più deboli della popolazione.

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