BASTA GRANDI MAGAZZINI

BASTA GRANDI MAGAZZINI

COMPENSAZIONI Più ALTE DAI COSTRUTTORI E PIù VERDE, IL DIBATTITO DEMOCRATICO FA BENE

Continua in Consiglio comunale l’esame degli emendamenti al Pgt, il Piano di governo del territorio che regolerà lo sviluppo di Milano da qui al 2030. Ieri approvati due punti fermi: l’aumento del verde previsto in Piazza d’Armi ad almeno il 75% dell’area (proposta di Carlo Monguzzi), l’aumento della equa compensazione per le monetizzazioni della quota di edilizia sociale sulle nuove realizzazioni proposta di Natascia Tosoni), e il passo indietro sui nuovi negozi.
L’articolo di la Repubblica Milano
Stop ai mega negozi in centro. Si chiamano “grandi strutture di vendita”: negozi da oltre 2.500 metri quadrati (quelli che oggi si trovano in centro, come Uniqlo, hanno una superficie tra 2.300 e 2.450 metri), che il nuovo Pgt avrebbe concesso di realizzare nei cosiddetti “nodi di scambio” (come Lampugnano o Famagosta), nel centro storico, nelle piazze e nei Naf (i “nuclei di antica formazione”: i quartieri storici, come Baggio e Quarto Oggiaro). La proposta era stata inserita nel Pgt grazie a una delle 1.600 osservazioni degli ultimi mesi, ed era stata fatta propria dall’amministrazione. Scaldando però sin da subito le diverse anime della maggioranza di centrosinistra. Non solo: contro la proposta si sono schierate le opposizioni, da Forza Italia alla sinistra di Milano in Comune. Di qui, il passo indietro dell’aula: grazie a due emendamenti, presentati dall’azzurro Fabrizio De Pasquale e da Natascia Tosoni di Milano Progressista, i mega negozi potranno essere realizzati solo nei nodi di scambio, ma non in centro o nei nuclei storici. Non solo: non potranno essere realizzati nelle piazze, se non nei mezzanini del metrò delle sette Lotto, Maciachini, Corvette, Loreto, Abbiategrasso, Trento, Romolo che sono da riqualificare, in base a un altro emendamento presentato dal Pd Bruno Ceccarelli. «La norma spiega l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran avrebbe consentito la nascita di palazzi “modello Rinascente” in centro: in base agli emendamenti approvati, per realizzarli a questo punto sarà necessaria un’autorizzazione regionale in variante al piano». Tradotto: sarà molto difficile che i mega-negozi vengano realizzati, visti i limiti imposti dal Pgt. All’interno del quale è stato previsto anche lo stop alle grandi strutture commerciali a Ronchetto e Porto di Mare. Altra novità, il passaggio della quota di verde in Piazza d’Armi dal 50 ad almeno il 75 per cento dello spazio: la modifica è stata effettuata su proposta del dem Carlo Monguzzi e di Tosoni. L’idea iniziale era quella di riservare a verde l’80% dell’immensa ex area militare. Alla fine, la mediazione ha portato al 75: in questo modo, più di 300 mila metri quadrati saranno destinati alla creazione di un nuovo parco urbano. «È il risultato di un processo di confronto con le tante e battagliere realtà associative e con i cittadini», rimarca Tosoni. Depavimentando uno spazio pari nelle vie limitrofe, dopo un confronto con i cittadini». Soddisfatto Maran: «È un risultato eccezionale, nel 2011 avevamo un indice edificatorio triplo che si estendeva su metà dello spazio. Con l’approvazione del piano, per i proprietari, il fondo Invimit, non ci saranno più scuse: bisogna partire con il progetto, anche sfruttando la volontà della Guardia di finanza di spostare i suoi uffici nell’area, e procedere alla realizzazione del nuovo parco, che sarà la porta di accesso al sistema dei parchi dell’ovest Milano». Oggi è in corso la procedura, avviata dal Mibac, per porre sotto tutela la piazza: il vincolo prevederà nuovi obblighi per chi costruirà, quali un’altezza massima da rispettare per i nuovi edifici. Che non potranno essere più alti dei magazzini militari (abbandonati) oggi esistenti.

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