BERLINO HA DETTO SI!

BERLINO HA DETTO SI!
Il 56 e rotti per cento dei berlinesi ha detto sì.
Ha detto che lo Stato dovrebbe espropriare le case sfitte dei grandi proprietari, quelli che ne possiedono più di 3mila. E che è giusto che queste case vengano trasferite, a titolo oneroso si intende, a una società di diritto pubblico che si faccia carico di gestirle basandosi su principi di solidarietà e uguaglianza.
Berlino non è Milano
E la Germania non è l’Italia – banalmente perché la proprietà immobiliare in Italia è diffusa, mentre nella capitale tedesca si vive all’80% in affitto, poi c’è una questione non da poco come la dismissione del patrimonio pubblico della ex DDR.
Solo che anche qui da noi il mattone non è più solo bene rifugio ma, soprattutto nelle grandi città e a Milano in testa, è bene investimento, di famiglie, come di banche e fondi..
Si comprano case non per viverci o per mettere al sicuro i risparmi ma per investire, magari negli affitti brevi, quelli con meno rogne e più profitto.
L’Italia non è la Germania, e non ci serve (forse) un referendum per espropriare i grandi proprietari.
Ma il messaggio che arriva da Berlino è chiaro, forte e vale anche qui: quando aumentano le diseguaglianze, serve limitare l’accumulazione.
E può farlo solo il pubblico
Non è utopia, è politica. Nel cuore dell’Europa. E scusate se è poco

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