Bilancio ambientale: uno strumento in più per la governance locale

Bilancio ambientale: uno strumento in più per la governance locale

Con il trascorrere degli anni e l’evolversi delle tecniche amministrativo-gestionali, le amministrazioni pubbliche sentono sempre più il bisogno di fornire informazioni analitiche omogenee sulle voci di spesa sostenute.
Date le sempre più esigue risorse orientate verso le strutture pubbliche da parte dello Stato centrale e delle Regioni, la domanda che gli amministratori pubblici si pongono sempre più insistentemente sembrerebbe essere: “quanto costa economicamente una determinata scelta politica?”.
Il vecchio obiettivo di offrire un servizio dignitoso a fronte di una spesa non sempre controllata è stato sostituito dalla necessità di controllare la qualità della spesa, ossia verificare in tempi rapidi gli scostamenti rispetto al bilancio di previsione, cosicché le responsabilità organizzative ed economiche si congiungano tra loro.
Certo, come tutti gli approcci meramente basati sulla riduzione all’osso della spesa pubblica, tralascia un aspetto fondamentale dell’offerta di un servizio, ossia l’etica gestionale.
Per valutare quindi la bontà amministrativa e la congruità degli investimenti effettuati in tema di offerta pubblica di servizi non si può lasciare esclusivamente alla retorica un approccio ambientale della spesa stessa.
Ad esempio, dal 1° gennaio al 31 ottobre dell’anno in corso, il Policlinico di Milano ha registrato 300 ricoveri pediatrici di minori con problemi di respirazione; il 15% in più rispetto all’anno precedente; il 20% in più rispetto all’anno prima.
Il contesto territoriale e sociale di riferimento del Policlinico di Milano è strettamente collegato alla posizione dello stesso. Trattandosi di un ospedale ubicato nel centro città, rivolge i propri servizi ad un target di pazienti che risiede principalmente nella cerchia dei bastioni della città e nelle aree limitrofe. Sarebbe interessante analizzare invece i dati in mano alle strutture del Niguarda o del San Paolo, ospedali di riferimento degli abitanti dell’hinterland milanese.
È stato preso in considerazione il dato pediatrico perché generalmente l’adulto ricoverato per problemi di respirazione corrisponde al profilo del fumatore attivo, che quindi per scelta personale, in autonomia e coscientemente, decide a suo rischio e pericolo di intossicarsi.
Il dato in questione non è comprensivo degli accessi giornalieri in Pronto soccorso per motivi esclusivamente di merito; il numero di chi si reca in astanteria per un semplice raffreddore o perché accede per non attendere ore dal medico di base, non permette l’eleggibilità del dato aggregato.
Il totale di questi accessi ha un costo; le cure, il tempo atteso da parte del paziente, il tempo che un medico dedica ad ogni visita, lo strumentario, i macchinari, l’insieme di “n” variabili che gravitano attorno ad un ricovero ha un costo non indifferente. Adottare un bilancio ambientale da parte del comune di Milano significa registrare l’insieme di queste voci di spesa da un lato e dall’altro contabilizzare i benefici che le politiche ambientali adottate apportano al bilancio prima previsionale, poi consuntivo.
Una necessità di questi ultimi tempi, non una scelta.

Michele Bisaccia

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