C40: RIPRESA VERDE, LAVORO E SALUTE

C40: RIPRESA VERDE, LAVORO E SALUTE

Oggi la vera prova dell’impegno di ogni governo sul clima è dove indirizza i fondi per la ripresa e la ricostruzione in seguito al COVID-19. In qualità di sindaci del C40, oggi pubblichiamo una nuova ricerca che dimostra non solo che una ripresa verde ed equa potrà creare più posti di lavoro, in tempi più brevi e comportare maggiori vantaggi economici e sanitari rispetto a un ritorno allo status quo, ma soprattutto che, se si agisce rapidamente e con decisione, i fondi per una ricostruzione verde potrebbero consentire al mondo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C. Siamo profondamente preoccupati del fatto che, ad oggi, solo il 3-5% dei 12-15 trilioni di dollari che si stima saranno stanziati a livello internazionale per la ripresa dal COVID-19 sia destinato a iniziative verdi. Questo significa che quasi tutti gli investimenti stanno sostenendo economie antiquate e inquinanti e ci impediranno di mantenere il riscaldamento globale al di sotto degli 1,5°C, obiettivo che la scienza ci dice essere essenziale. Se i governi usano i fondi per cercare di tornare allo status quo pre-COVID, le emissioni saliranno e il collasso climatico sarà inevitabile. Solo grazie a una ripresa verde ed equa basata sui principi di un Green New Deal globale – con un’attenzione particolare per le priorità urbane quali il trasporto pubblico, l’energia pulita, l’efficienza energetica degli edifici e le infrastrutture pedonali e ciclabili – le emissioni inizieranno a ridursi.

Se scegliamo una ripresa verde ed equa accelerata, come quella da noi promossa, con investimenti più rapidi per consentire lo sviluppo di progetti e programmi ambientali nei prossimi cinque anni, allora c’è una concreta possibilità di dimezzare le emissioni globali entro il prossimo decennio. Per raggiungere la necessaria riduzione delle emissioni, gli investimenti non devono essere solo verdi, ma devono anche essere ingenti e disponibili da subito. Sebbene tutti gli scenari di ripresa verde elaborati dal C40 forniscano risultati migliori rispetto a un ritorno allo status quo, un programma rilevante di investimenti verdi e di azione climatica messo in campo nei prossimi cinque anni costituisce la nostra migliore chance di rispettare l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050. Ignorando l’opportunità di erogare investimenti verdi rapidi, la maggior parte dei governi e delle istituzioni internazionali ci condurrà probabilmente verso un cambiamento del clima catastrofico. È ora di intraprendere azioni decisive per gestire la pandemia COVID e la crisi climatica, elaborando una risposta comune alla minaccia economica globale e al rischio di un collasso climatico. La ricerca commissionata dalla C40 Global Mayors COVID-19 Recovery Task Force dimostra che una ripresa accelerata verde ed equa creerà più posti di lavoro, più rapidamente, e fornirà maggiori vantaggi economici e sanitari rispetto a ciò che attraverso un ritorno allo status quo si possa sperare di ottenere. Ad oggi, questi investimenti verdi non si stanno mettendo in campo alla velocità e nella misura necessarie.

Dobbiamo iniziare un decennio di azione climatica ambiziosa e inclusiva per creare una nuova normalità a tutti i livelli – città, stati, nazioni e regioni – e le nostre ricerche dimostrano che gli investimenti verdi realizzati adesso sono il modo migliore per raggiungere questo obiettivo. L’epoca dei piccoli passi e delle mezze misure è finita. Lo sconvolgimento globale causato dalla pandemia ci costringe, ancora più di prima, a scegliere una strada diversa. Elogiamo gli sforzi dei governi di fissare obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni, tuttavia le nostre ricerche dimostrano che l’attuale spesa per la ripresa rende impossibile raggiungere quegli obiettivi. In qualità di sindaci del C40, la nostra priorità resta proteggere la salute e il benessere dei nostri cittadini, che stanno chiedendo a gran voce città più sostenibili ed eque, salute ambientale e comunità migliori, più vivibili. Anche a nome loro ci appelliamo ai governi nazionali, alle istituzioni internazionali, alle aziende e ai leader mondiali affinché intraprendano un’azione decisa prima della COP26 adottando le seguenti misure:

• Sostenere immediatamente una ripresa verde ed equa che ci rimetta sulla buona strada per mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C, anziché tornare a uno status quo che rende quasi inevitabile un cambiamento del clima fuori controllo.

• Investire nelle città come motori di una ripresa verde ed equa e implementare l’Accordo di Parigi.

• Interrompere gli investimenti e i sussidi pubblici ai combustibili fossili.

• Unirsi a noi nell’impegno a raggiungere l’obiettivo “emissioni zero” entro la metà del secolo e fissare obiettivi ad interim che riflettono l’intenzione di raggiungere l’obiettivo collettivo di riduzione globale delle emissioni di CO2 del 50% entro il 2030, identificato dall’IPCC Special Report on Global Warming a 1,5°C.

• Adottare i principi del Green New Deal globale promosso dalla coalizione di sindaci, aziende, sindacati, investitori, giovani attivisti e società civile per creare il futuro che vogliamo. L’analisi della task force del C40 ha esaminato ciò che potrebbe accadere nelle città del mondo se, collettivamente, venisse data la priorità a una ripresa verde ed equa in linea con la limitazione del riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C, anziché tornare allo status quo precedente. Le conclusioni della nostra ricerca* mostrano che:

• Solo una “ripresa verde ed equa” consentirà una riduzione delle emissioni. Una “ripresa verde ed equa”, specialmente se accelerata, potrebbe più che dimezzare le emissioni climalteranti entro il 2030, rendendo proficui gli sforzi per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C.

• Un ritorno allo status quo renderà inevitabile un surriscaldamento di oltre 1,5°C.

• Una “ripresa verde ed equa” potrebbe creare oltre 50 milioni di posti di lavoro buoni e sostenibili entro il 2025 nelle quasi 100 città nella rete del C40 e delle loro filiere, oltre un terzo in più di quanto succederebbe se la stessa quantità di fondi fosse investita in una ripresa “focalizzata sul carbon-fossile”.

• Una “ripresa verde ed equa” potrebbe salvare centinaia di migliaia di vite riducendo l’inquinamento atmosferico anche del 29% nelle città di tutto il mondo nei prossimi dieci anni, rispetto a un ritorno allo status quo. Tali miglioramenti potrebbero prevenire oltre 270.000 morti premature nel prossimo decennio nelle quasi 100 città aderenti al C40 e, come dimostrato da ricerche esistenti, riducendo la distruzione degli habitat, renderebbe ulteriori pandemie di coronavirus meno probabili.

• I miglioramenti nella qualità dell’aria, considerando soltanto le città aderenti al C40, potrebbero comportare un risparmio di 1,4 miliardi di dollari in costi sanitari derivanti da una diminuzione delle ospedalizzazioni per malattie respiratorie e cardiovascolari, nonché vantaggi economici più vasti per oltre 280 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, derivanti dalle morti premature evitate. Questo dato è particolarmente rilevante in un momento in cui i sistemi sanitari e i bilanci del settore pubblico stanno affrontando pressioni senza precedenti.

• I tempi della ripresa sono fondamentali. Creando proiezioni sull’impatto di investimenti rapidi che consentano una “ripresa verde accelerata” nei prossimi cinque anni, rispetto allo scenario di una “ripresa verde lenta” nei prossimi 15 anni, risulta evidente il vantaggio di investimenti anticipati, da parte di enti governativi agili, inclusi i comuni: o Una “ripresa verde accelerata” potrebbe creare oltre 80 milioni di posti di lavoro buoni e sostenibili entro il 2023 nelle quasi 100 città nella rete del C40 e delle loro filiere, oltre il doppio rispetto a una “ripresa verde lenta”. In un’epoca di disoccupazione diffusa e difficoltà economiche in molte parti del mondo, creare posti di lavoro adesso comporterà vantaggi per milioni di famiglie.

Una “ripresa verde accelerata” potrebbe scongiurare quasi il doppio di morti premature (oltre 1,8 volte tanto) tra il 2020 e il 2030, con vantaggi economici associati alla riduzione dei costi sanitari. o Una “ripresa verde accelerata” potrebbe condurre alla metà delle emissioni climalteranti pro-capite entro il 2030 rispetto a una “ripresa verde lenta” e circa un terzo rispetto alle emissioni pro-capite che sarebbero prodotte se tornassimo allo status quo precedente. A luglio abbiamo pubblicato il Programma dei sindaci del C40 per una ripresa verde ed equa in cui definiamo la nostra visione, proponendo politiche e iniziative concrete e richiamando all’azione tutti i governi e le istituzioni per supportare i nostri sforzi. In meno di quattro mesi abbiamo fatto progressi cruciali, dimostrando che cosa si può raggiungere se agiamo rapidamente, sblocchiamo fondi e scegliamo un nuovo paradigma verde e giusto. Da allora, abbiamo intrapreso azioni coraggiose nelle nostre città, ad esempio: il lancio del primo Green New Deal urbano in Asia, il finanziamento di programmi a supporto di start-up e imprenditori eco-sostenibili, investimenti aggiuntivi per il valore di milioni di dollari in mobilità a zero emissioni, abitazioni più vivibili ed economiche e infrastrutture resilienti. Stiamo sviluppando nuovi programmi per creare migliaia di nuovi posti di lavoro verdi, formare i lavoratori e sviluppare le loro competenze e abbiamo approvato misure di protezione temporanee per i lavoratori essenziali della gig economy. Abbiamo creato decine di chilometri di percorsi pedonali e ciclabili nuovi e permanenti, accelerato la piantagione di nuovi alberi e aumentato le aree verdi nelle nostre città. Inoltre, 12 sindaci con i loro 36 milioni di residenti stanno chiedendo che città e fondi pensione, che valgono oltre 295 miliardi di dollari, interrompano i propri investimenti nei combustibili fossili. In qualità di sindaci e rappresentanti di molte delle maggiori città del mondo, che rappresentano oltre 700 milioni di persone e il 25% del PIL globale, sappiamo di non poter raggiungere obiettivi ambiziosi da soli. Pertanto, ci impegniamo a lavorare con ogni cittadino, azienda, ente governativo e istituzione internazionale per ottenere risultati concreti. Il nostro premio collettivo sarà il ritorno a un clima più sicuro e salutare, la creazione di un’economia più giusta e una ripresa più rapida dalla pandemia

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