CASA: 24MILA DOMANDE E 859 ASSEGNAZIONI

CASA: 24MILA DOMANDE E 859 ASSEGNAZIONI

Si chiama “La città che esclude” il rapporto denuncia del Sicet Milano sull’abitare a Milano dove il mercato immobiliare è ancora il settore trainante della città. Con compravendite cresciute del 7,5% negli ultimi sei mesi e prezzi al rialzo. L’articolo di Avvenire
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L’altra faccia della Milano che cambia e cresce. In città c’è 2 sempre più richiesta di alloggi, con i prezzi di case, ma anche di affitti, che continuano a crescere senza sosta, con tutti i problemi che ricadono su una parte della popolazione. “Milano città esclusiva Milano città che esclude” è il titolo polemico dell’indagine presentata ieri dal Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, basata sui dati del Comune e di una parte delle domande di alloggio popolare trattate dallo stesso sindacato. Nell’ultimo decennio dal 2008 al 2018 in graduatoria per una casa popolare ci sono state in media 24mila famiglie l’anno, mentre le assegnazioni quasi sempre poco meno di mille. «E evidente il contrasto tra bisogno e risposta», ha dichiarato Ermanno Ronda, segretario generale Sicet di Milano. Tra i problemi principali che emergono dal rapporto ci sono l’aumento degli affitti, sia nel privato (canone ordinario) che nel canale concordato che nell’housing sociale, con aumenti di circa il 10% dal 2017 al 2018. «Tutte le rilevazioni hanno espresso dati simili; quest’anno gli aumenti oscillano tra il 4 e il 6%», ha spiegato Mattia Gatti di Sicet Milano. L’altro problema è l’aumento della condizione di povertà: l’incidenza è cresciuta del 2,5% negli ultimi due anni. Analizzando il rapporto, dall’esame di 688 domande gestite dal Sicet per conto del Comune, emerge che la maggior parte delle famiglie che le hanno presentate, il 47%, ha un reddito annuo tra 10mila a 20mila euro, il 36% lo ha inferiore a 10mila euro e solo il 15% superiore ai 20mila euro. Il 16% delle famiglie in graduatoria ha inoltre una persona disabile a carico. «Purtroppo c’è una Milano che soffre ribadisce Ronda -, con 25mila domande all’anno da parte di famiglie disagiate, a cui si risponde con 859 alloggi, che coprono appena il 4% delle richieste. Per la maggior parte si tratta di nuclei di stranieri che vivono in Italia da anni, se non da decenni, con figli a carico. Gli italiani sono perlopiù coppie anziane rimaste sole, o famiglie con un invalido». Sul rincaro degli affitti, Ronda conferma che non è più solo un problema di alcune zone di Milano, ma anche della Città metropolitana. «C’è stato un trascinamento verso l’alto dei prezzi quasi ovunque: per un bilocale a Cinisello, ad esempio, si arriva a 650 euro al mese, che per una famiglia monoreddito è tanto. Al Comune di Milano chiediamo di procedere nel piano di recupero degli alloggi ancora sfitti, che stimiano sono almeno 9.000». «Noi assegniamo quello che abbiamo ha replicato l’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune, Gabriele Rabaiotti-. Abbiamo disponibili mediamente dagli 800 ai 1.000 alloggi l’anno. Non essendoci nuove costruzioni di edilizia popolare, lavoriamo su quello stock lì. E la mobilità è scarsa perché la gente che ci resta anche quando non ha più titolo e bisogno: si chiama decadenza, e incide sul patrimonio complessivo di circa il 10%, pari a 2.300 appartamenti». Nei fatti, quindi, quella che chiama «una mobilità scarsa, rende scarse anche le assegnazioni». Sulla necessità di costruire nuove case popolari, l’assessore ammette: «Non le realizziamo più perché costa molto farle. Un altro problema è che abbiamo appartamenti rimasti vuoti per anni e quindi in cattive condizioni. Per questo è scattato il piano di recupero degli sfitti, ma ci vorrà del tempo perché tornino disponibili, dal finanziamento ai lavori di ristrutturazione: contiamo di aprirne 3.000 entro il 2021». Il rapporto si conclude con la richiesta di istituire un Osservatorio comunale permanente sulla casa dove far convergere tutti i dati disponibili, raccoglierli e organizzarli per costruire strumenti di analisi e governo del problema casa. «Sono d’accordo con- clude Rabaiotti a patto che guardi sia la domanda che l’offerta: questo sarebbe un vero osservatorio, è un progetto sul quale stiamo ragionando».
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L’articolo del Corriere Milano sullo stesso tema e report lo trovate qui

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