CASA, ALLARME SOCIALE

CASA, ALLARME SOCIALE

Da un articolo di Avvenire con una tabella del Il Sole 24 ORE come immagine.
Pierfrancesco Maran e Gabriele Rabaiotti, assessori comunali rispettivamente all’Urbanistica e alla Casa, si sono detti pronti ad ampliare le funzioni dell’Agenzia sociale per la locazione Milano Abitare, che attualmente si occupa dei contratti a “canone concordato” del Comune. L’idea dei due esponenti dell’amministrazione Sala è quella di allargare le competenze dell’Agenzia, in modo che possa agire anche come organo di controllo per i contratti a canone moderato. «Il nostro obiettivo – hanno spiegato Maran e Rabaiotti – è avere più affitto a canone accessibile, e su questo Milano con il nuovo Piano di govemo del territorio fa una scelta coraggiosa». Favorire l’housing sociale in affitto, hanno detto ancora gli assessori, «è fondamentale, anche 7.500 Gli alloggi di edilizia sociale che si prevedono di realizzare con il Pgt perché entro il 2030 arriveranno altri 50mila under 35 in città, e a loro va data una risposta abitativa. Per la prima volta, il Pgt si sbilancia sull’affitto e lo premia: aumenta l’indice minimo obbligatorio, inserisce l’edilizia residenziale pubblica tra gli standard, agevolando così i soggetti che intendono destinare parte del costruito alla locazione a canoni accessibili e consente di superare l’indice massimo in zone ad elevata accessibilitá a condizione che realizzino edilizia residenziale sociale in quanto servizio abitativo». Per questo, hanno confermato ieri i due assessori a margine della commissione consiliare congiunta Casa e Urbanistica, «stiamo anche pensando ad ampliare le funzioni dell’agenzia sociale per la locazione Milano Abitare, che già si occupa dei contratti a canone concordato del Comune, in modo che possa agire anche come organo di controllo per i contratti tra privato e cittadini». Una delle linee guida del Pgt votato dal Consiglio comunale a marzo è appunto quella di “rendere Milano più equa”. Come? Riequilibrando il mercato immobiliare per quanto riguarda le affittanze. Una formula, quella dell’affitto, ancora oggi attuale, perché risponde ad un’ampia gamma di esigenze abitative: dallo studente fuori sede alla giovane coppia che intende allargare la famiglia nel medio termine. Ma in questo momento storico a Milano non è oro tutto quello che luccica. Anzi, i 20% La percentuale di sconto che otterrà chi realizza immobili destinati all’affitto continui aumenti del prezzo dei canoni e la tendenza, da parte dei proprietari di casa, di orientarsi verso formule più vantaggiose, come i contratti a “canone libero” o “temporanei”, fiaccano la domanda, che invece andrebbe stimolata. Nel secondo semestre 2018, stando agli ultimi dati pubblicati da Tecnocasa (società specializzata nell’intermediazione immobiliare), i canoni a Milano sono arrivati alle stelle: + 4,2% peri monolocali, + 4,3% peri bilocali e + 3,5% per i trilocali. Un trilocale in una zona centrale di Milano può costare anche 1.600 euro al mese più le spese. E se in Italia nei grandi centri urbani si è registrato un aumento dei canoni a contratto concordato, con Genova prima con 1’85% degli atti, a Milano si è verificato esattamente il contrario: i contratti a “canone libero” sono stati il 78%. Un fatto che spiega la rincorsa dei prezzi e il conseguente – a detta del Comune – allarme sociale.

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