CASE, MENO OFFERTA MA PREZZI IN RIALZO

CASE, MENO OFFERTA MA PREZZI IN RIALZO

È un momento d’oro per chi vende, mentre chi acquista fa i conti con i prezzi che aumentano. Troppa domanda e offerta in drastico calo. Caccia al bifocale in zone decentrate, servite dai mezzi. Arrivano da tutta Italia per investire. Il report della Federazione di mediatori e agenti (Fimaa), nell’articolo di Giovanna Maria Fagnani per il Corriere Milano.
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Troppa domanda e offerta in drastico calo. A Milano cresce ancora l’investimento nel mattone e il 25 per cento delle transazioni sono acquisti per investimento. Ma l’offerta immobiliare diminuisce del 30,5 per cento rispetto all’anno scorso. Ad oggi c’è una forbice di venti punti di percentuali fra il numero delle case in vendita e le richieste. È quindi un momento d’oro per chi vende, mentre chi acquista deve fare i conti con un prodotto che manca e prezzi (per l’acquisto e l’affitto) che segnano un nuovo aumento. Il nuovo report della Federazione Italiana mediatori Agenti d’Affari (Fimaa) di Milano, Lodi e Monza Brianza, che esamina le previsioni degli agenti immobiliari associati, indica nel terzo quadrimestre di quest’anno una consolidata corsa al mattone. La compravendita delle case cresce dell’8 per cento e migliora anche quello degli uffici. Meno ottimismo, invece, sul piano dei negozi. I prezzi delle case nuove aumentano del 5,8 per cento e quelli delle abitazioni già esistenti del 6,3 per cento. Gli appartamenti più cercati dai potenziali acquirenti sono i bilocali (63 per cento delle domande), seguono i trilocali (28 per cento). S’impenna, invece, la vendita di monolocali più 27 per cento segno di un mercato che, fino a tre anni fa, non si vedeva, ovvero, quello degli investitori, che oggi affiancano quello «interno» dei milanesi e il mercato privato internazionale. Stando al report, il 25 per cento delle transazioni riguarda proprio chi non compra per abitare, ma per avere rendite. ritorno dell’investimento nel mattone è la conseguenza diretta di soluzioni alternative agli investimenti finanziari classici, che oggi non garantiscono più rendimenti elevati come in passato» spiega il presidente della Fimaa, Vincenzo Albanese. «Un bilocale o un monolocale acquistati in una zona non centralissima ma ben collegata possono portare a un rendimento del 4-5 per cento al lordo delle imposte. Un affitto a lungo termine il 3 per cento. Adesso esistono nuove possibilità, come lo short rent, che si adattano al mercato del lavoro cittadino, molto più flessibile o a quello degli studenti fuori sede: nelle università milanesi studiano 250 mila persone». Resta, però, il problema del calo dell’offerta: stando alle proiezioni della Fimaa, lo stock di case disponibili potrebbe andare esaurito entro quattro anni. «È un segnale che, anche se si costruisse di più, non si creerebbe una bolla», conclude Albanese. Parlando di cantieri futuri, gli occhi sono puntati sugli scali ferroviari, Farini e Porta Romana e, naturalmente, su quello di San Siro. Scegliere un cantiere con potenzialità è buona regola per chi acquista per investimento. Se il mercato delle case è vivace, migliora anche quello degli uffici: il 37 per cento degli operatori nota una riduzione dei tempi medi di vendita. Meno dinamico, invece, quello dei negozi: le quantità offerte sono percepite in calo, ma la domanda è meno diffusa rispetto a quella degli uffici. I prezzi nei prossimi mesi potrebbero crescere. Tra i negozi al dettaglio, la tipologia che dà segnali migliori è quella dei piccoli minimarket, ma sempre legati alle catene di grande distribuzione.

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