CASE RECUPERATE E ASSEGNATE SUPERATA QUOTA MILLE

CASE RECUPERATE E ASSEGNATE SUPERATA QUOTA MILLE

L’articolo del Corriere Milano fa il punto sugli alloggi e la promessa di quota 3mila alloggi da riconsegnare alla città
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I contatore degli alloggi popolari recuperati del portale online di Palazzo Marino segna quota mille: dopo essere a lungo stato fermo sullo zero. Siamo a un terzo della corsa. Tremila alloggi popolari sfitti da recuperare e assegnare fu infatti una delle «ossessioni» di Beppe Sala nell’ultima campagna elettorale. Una scommessa (anche politica) che il sindaco e la giunta vogliono riscuotere a fine mandato. «Forse siamo in leggero ritardo, ma sostanzialmente stiamo rispettando i tempi», dice un fiducioso Gabriele Rabaiotti, che da qualche settimana accentra le deleghe a Welfare e Casa: «È stato complicato far partire il programma», spiega. Davanti agli occhi ha quel «contacase» lanciato ad aprile di un anno fa, e che oggi segna 1.033. Ne mancano però 1967 all’appello, da inanellare nei neanche due anni che separano all’aprile del 2021. «Abbiamo chiuso il primo anno recuperando attorno agli 800 appartamenti». Stiamo parlando di alloggi sfitti e da risistemare all’interno del patrimonio di quasi 3o mila case popolari comunali che sono gestite dal 2015 dalla municipalizzata Mm. «Oggi abbiamo superato quota mille. E con una piccola accelerazione, ora che la macchina è rodata e sta girando bene calcola l’assessore possiamo centrare il risultato. Dobbiamo salire a 1.100 alloggi l’anno. È alla nostra portata». Al momento sono i municipi 6 e 8 quelli in cui s’è intervenuto in maniera massiccia. Nei caseggiati popolari del primo sono stati ristrutturati 271 appartamenti vuoti: soprattutto alla Barona, in via Teramo come in via Martinelli. Il municipio 8 segue di un niente: qua sono 252 gli alloggi che hanno di nuovo un inquilino. Ci sono poi il 7, con 154 case, in particolare a Baggio, e il 9, che ne conta invece 123. Le altre zone, di fatto tutta la periferia a Est e a Sud, non hanno ancora raggiunta le tre cifre. La fotografia di metà agosto registra 85 case recuperate in zona 2, altre 71 nella 4, si arriva quindi alle 51 del municipio 5 e si finisce con le 26 della 3. Dal prossimo anno i quartieri-obiettivo saranno altri: «Ci concentreremo in particolare su Niguarda e Quarto Oggiaro, dove è maggiore il numero di caseggiati comunali e la percentuale di sfitto s’è fatta più alta». Intanto i numeri del contatore torneranno a girare a breve. «Siamo velocizzando anche le procedure per le assegnazioni», rivendica ancora l’assessore. Per valutare le candidature sono stati potenziati gli uffici, con il trasferimento di una ventina di dipendenti di Mm che aiuteranno a scremare le richieste verificando le domande. A metà settembre poi Palazzo Marino lancerà un nuovo bando per 200 appartamenti di Mm, a cui se ne aggiungono altri 20 offerti nello «stato di fatto»: in sostanza l’inquilino che accetterà dovrà farsi carico dei lavori. Il bando sarà il primo di «nuova generazione», in base alla legge regionale 16 del 2016 che ha cambiato la filosofia stessa dei bandi. «Non si parte più dalla domanda, raccogliendo quindi la richiesta di una casa popolare da parte di chi ne ha bisogno spiega Rabaiotti -, ma dall’offerta: si mettono a bando gli appartamenti disponibili e in base alle caratteristiche della casa, a partire dalle dimensioni, ci si può candidare online». E un altro seguirà a inizio dell’anno prossimo, quando entrerà in vigore un’altra novità introdotta dal Pirellone, e cioè che ciascuno verificherà le domande e assegnerà i propri alloggi: il Comune proseguirà l’impegno per gli alloggi gestiti da Mm, Aler per quelli regionali. Il piano è l’architrave dell’impegno preso dall’amministrazione per far «rinascere» le periferie della città. «Nessun altro Comune in Italia ha mai sviluppato un progetto di questa portata conclude l’assessore -: per i numeri degli alloggi coinvolti e per le risorse investite, cento milioni di euro». Nel frattempo Mm è impegnata a frenare l’altra piaga dei caseggiati popolari: le occupazioni. Quando subentrò ad Aler se ne contavano 1.722, a fine luglio il numero s’è dimezzato.

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