Case, lo specchio di Milano

Case, lo specchio di Milano

I giornali di oggi ci raccontano di una Milano dove il mercato immobiliare ricomincia a crescere, con le vendite di case (nuove e in zone ben collegate dai mezzi) in crescita del 32% e le trattative (sempre di nuove abitazioni) che ritrovano una velocità che non si vedeva da anni.
Stiamo parlando di case che costano ben più di 6.000 euro al mq, insomma non esattamente alla portata di tutti.
E, se qui si registra il ritorno al segno più e si guarda al futuro con ottimismo, lo stesso non succede guadando altrove, alle fasce più deboli della popolazione e all’altra faccia del mondo dell’abitare.
E’ infatti in netto contrasto il quadro raccontato solo ieri dagli stessi quotidiani che, guardando questa volta alle case popolari, raccontano le difficoltà che il Comune sta incontrando nel recuperare gli affitti arretrati.
Stiamo parlando un piano ambizioso per recuperare più di 90 milioni di euro di affitti arretrati, debiti accumulati dalle oltre 19mila famiglie morose tra il 2003 e il 2016 e a cui il Comune ha proposto un piano di rientro “morbido” spalmato su mini rate (fino a 120) che non dovrebbero superare il 20% del reddito mensile.
Eppure, nonostante il piano risponda a una duplice esigenza – quella di incassare gli affitti arretrati e quella di ricostruire un rapporto tra il Comune e i suoi inquilini più fragili – la partenza è in salita e, a oggi, hanno aderito solo 3.500 famiglie rispetto alle 5.000 / 6.000 ipotizzate.
Un numero difficile da digerire, che rischia di mettere in discussione l’intero piano e che racconta una realtà e un mondo lontano anni luce da quello celebrato dalle crescita delle compravendite di nuove abitazioni.
La Milano a due velocità esiste davvero, e lo si vede più che mai quando si parla di questione abitativa, non a caso uno dei piani su cui più si gioca la sfida delle disuguaglianze.
Tocca alle città, quando si parla di abitare più che in altri ambiti, dare risposte urgenti e Milano questa volta può provare a dire qualcosa di davvero nuovo.
Magari a partire dalla due giorni che, questo fine settimana, prova a indagare e mettere a confronto vecchi e nuovi modi di abitare

Elena Comelli

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