Cavalcavia? Uno spazio pubblico sociale

Cavalcavia? Uno spazio pubblico sociale

Cavalcavia e spazio pubblico sociale: Bussa, Monte Ceneri e Corvetto.
La città del Novecento ha prodotto un’innumerevole quantità di oggetti e infrastrutture che ne hanno caratterizzato l’aspetto e l’impatto, producendo artificializzazioni dello spazio che ne condizionano l’utilizzo e la cultura urbana. Ferrovie, strade, ponti, strade sopraelevate sono un pezzo rilevante dello spazio collettivo, un capitale fisso sociale che ha servito l’urbanizzazione della città e il funzionamento della società di massa, oggetti realizzati con dimensioni monumentali e che oggi hanno perso parte della loro funzione, trasformandosi in grandi attrezzature dismesse o sottoutilizzate.
La mobilità privata, o meglio, l’automobile è stata ed è ancora l’elemento caratterizzante del paesaggio urbano; nelle fasi intense dell’urbanizzazione, quando il traffico automobilistico raggiunse elevati picchi di congestione si pensò fosse necessario aumentare la dimensione delle strade, anche realizzandole a più piani. Nascono così la strada sopraelevata Monte Ceneri, quella del sovrappasso piazzale Corvetto e il cavalcavia Bussa, in quegli anni entusiasmanti tecnologie della “modernità novecentesca”.
Nel quadro dell’attuale ripensamento della città contemporanea, in cui si affermi con forza la ricerca di rinnovate qualità dello spazio di vita delle persone, questi oggetti sono diventati ingombranti, percepiti ad alto impatto ambientale e sociale e da tempo si è aperta una discussione sul loro abbattimento.
Un occasione di ulteriore riflessione su questi oggetti viene dal bando indetto dal Comune per sperimentare un loro utilizzo come spazio collettivo per attività sociali. Il bando prevede una sperimentazione articolata per un lungo periodo sul Bussa e per il solo mese di agosto per il Monte Ceneri e il Corvetto.
L’iniziativa scaturisce da una manifestazione di interesse per l’utilizzo del cavalcavia Bussa, presentata da parte di una società privata, la Urban Value srl, per dare avvio al progetto GUARDA-MI che fu approvato nel 2015 nel quadro delle opere di interesse pubblico del PII “Garibaldi Repubblica”. Partendo da questa manifestazione di interessi, il bando chiede che vengano avanzate proposte di gestione, da parte di un unico soggetto, sia per il Bussa che per il Monte Ceneri e Corvetto.
I riferimenti internazionali di riqualificazione delle infrastrutture sono diversi e straordinari, come a Parigi la Promenade Plantèe con il recupero di una linea ferroviaria sopraelevata trasformata in parco pubblico e intervento simile a New York con la High Line.
Il recupero delle infrastrutture dismesse sono la grande sfida delle città del futuro, sfida che Milano già interpreta attraverso i grandi interventi come gli scali ferroviari o le attrezzature militari ed ora questa iniziativa sperimentale sulle infrastrutture della mobilità ci può aiutare a capire come poi indirizzare gli investimenti necessari per una reale trasformazione.
Una richiesta a chi attrezzerà l’area: ricordate che sarà agosto e che l’asfalto brucia i piedi, scioglie le suole e il sole la pelle e le piante hanno sete … buon lavoro.

Gianni Dapri

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