Cè una squola…

Cè una squola…
C’è una scuola (la minuscola non è casuale) in via Appiani a Milano che in un articolo del suo regolamento, approvato poco più di un mese fa, recita:
“Art. 2.5 – Disturbi del l’apprendimento e comportamentali, handicap motori.
Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento quali: dislessia, discalculia, ADHS, sindrome Asperger, autismo e disturbi comportamentali.
In caso di disturbi di lievi entità gli allievi vengono aiutati dagli insegnanti a progredire, ma devono comunque soddisfare i regolari criteri di promozione. Eventuali costi derivanti da conseguenti lezioni supplementari, assistenza psicologica o fisica saranno a carico dei genitori.
Essendo l’edificio su più livelli, privo di ascensore, non è altresì una Scuola adatta a studenti con gravi handicap motori.”
Loro, quelli della scuola svizzera, “Scuola” lo scrivono con la maiuscola perché la ritengono sicuramente una realtà di altissima eccellenza.
Io l’ho scritto con la minuscola perché una scuola che discrimina in modo così plateale, per me semplicemente non è una scuola.
In qualità di presidente della Commissione Scuola, lunedì solleciterò un rapido e puntuale intervento del Provveditorato contro questa odiosa, palese e ingiustificata discriminazione.
Paolo Limonta

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