Ceci n’est pas un pipe

Ceci n’est pas un pipe

Oggi inizia la fiera internazionale della canapa a Milano. Mi spiace non essere a Milano, ma mi spiace ancor di più per la piccola polemica sollevata dalla nostra maggioranza sulle affissioni pubblicitarie che vedevano rappresentata la famosa foglia a 5 punte e la frase “non sono un droga”. Il tema non deve essere certo trattato con leggerezza, e questa polemica su quella pubblicità è stata proprio una leggerezza ai miei occhi. Sarebbe come se ora impedissimo la raffigurazione dei papaveri per lo stesso motivo.

Lo slogan sotto accusa mi ha ricordato un claim peruviano, impresso su qualsiasi ninnolo, “la hoja de coca no es droga”, ossia la foglia di coca non è droga. In una popolazione che vive a 3mila metri di altitudine grazie agli effetti benefici di quelle piante, il concetto risulta molto chiaro. Non è la pianta il problema, bensì uno dei tanti usi che si sceglie di fare, cioè trattarlo fino a farlo diventare cocaina.

Nel caso specifico, poi, la foglia raffigurata davvero è priva di responsabilità: infatti, la parte che contiene il principio attivo risiede nel fiore, di una pianta femmina, purché non impollinata. Di conseguenza, tutto il resto della pianta, a cominciare dalle inconfondibili foglie, a tutti gli effetti non è droga.

E credo sia per questo che, nel cartellone pubblicitario, il sottotitolo cita “vieni a scoprire perché”, invitando a partecipare al festival per informarsi e capire che la canapa può essere fondamentale, ad esempio nella conversione ecologica, e rappresenta una grande risorsa. Questo oltre alle proprietà terapeutiche, comprovate e già parzialmente consentite dal nostro ordinamento.

Insomma, spero che le voci della nostra maggioranza torneranno a levarsi in difesa delle qualità di una pianta condannata da decenni ingiustamente, lasciando alla destra le vanvere pretestuose.

Viola Nicodano

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