Chi crea la paura?

Chi crea la paura?

Una tendenza ormai consolidata da anni. Chi cavalca la percezione di insicurezza s’infrange contro dati inconfutabili. Ad ogni sincero e onesto milanese il compito di spiegarlo. In ogni ambito. I numeri non mentono.
Rossella Traversa

Da la Repubblica Milano
CALANO I REATI E LA POLITICA CREA LA PAURA Il questore fa il questore e non fa politica. Noi però non sappiamo né vogliamo tacere sulla conferma ufficiale — l’ennesima, per altro — di un concetto che non ci stanchiamo di ripetere: i reati a Milano sono in calo. La «politica della paura» soffia sul fuoco, ma non è un incendio quello che vediamo sotto le nostre finestre, davanti alle nostre porte. Oggi c’è la festa della polizia e Sergio Bracco, arrivato da poco in città, dice che il numero dei reati è calato del 4,2 per cento. Gli omicidi del 2018, rispetto al 2017, vanno giù del 45,4 per cento, i furti del 4,4 per cento, le rapine del 16,4. In forte aumento viceversa i sequestri di stupefacenti, con 2.017 chili (più 63 per cento). Noi non sappiamo se aumenta davvero la paura dei milanesi, né se questa paura «percepita» non venga esagerata da sondaggi ed esperti di pubbliche relazioni. La rispettiamo, la paura. Spesso serve per difendersi, per reagire, per aumentare la prudenza: per salvarsi. Ma non rispettiamo chi la diffonde per riempire le urne di voti, perché sono voti captati con l’inganno dei più fragili e dei più ignoranti. Ieri il questore Bracco ha detto una frase importante. La caccia agli spacciatori c’è, è efficace, ma «per me è meglio recuperare un tossico che arrestare un pusher». Anche per noi è lo stesso. Crediamo che la cronaca nera serva a raccontare la città com’è. E più si aiutano sul serio le vittime, meno paura fanno i criminali. Un semplice concetto: la politica, sinora, fatica a capirlo.
Piero Colaprico

L’articolo di repubblica lo trovate qui

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