Chiacchiere e distintivo

Chiacchiere e distintivo

Ricapitolando: la Commissione chiede agli Stati membri di accettare l’obbligatorietà della distribuzione dei migranti in tutti i Paesi dell’Unione, misura che solleverebbe quelli – come l’Italia – che si lamentano che l’Europa non si prende in carico il fardello comune. Ma il giorno del Consiglio che dovrebbe decidere e votare la revisione delle regole di Dublino (accettate dall’Italia e che prevedono il collocamento su base volontaria) il nostro ministro dell’Interno, quello che dice che l’Europa va riformata profondamente, se ne resta in Italia. Rinuncia a “fare politica” a livello sovranazionale e lascia che gli Stati ostili, come l’Ungheria e gli altri dell’Est, rifiutino il collocamento solidale tra le diverse nazioni.
Salvini ha mandato un sottosegretario, che diamine, che cosa si voleva? Un ragazzino che sembra appena sceso dal girello, che fa i selfie perché “capo delegazione” per un giorno.
Domani Salvini tornerà a dire che l’Europa se ne frega di noi, che lui vuole uscire dall’Europa e bla bla.
Se vuoi uscire da qualcosa, prima ci devi entrare, e tu, Salvini, non ci sei mai andato a difendere gli interessi reali del Paese. Sei solo bravo a dire che li vuoi difendere, ma sei un quaquaraqua all’atto pratico.

Piero Graglia

se vi siete persi la notizia, la trovate qua

Ti potrebbero interessare