Cibo, 18mila famiglie senza

Cibo, 18mila famiglie senza

Apre Milano Food City ed Elisabetta Andreis sul Corriere Milano ci ricorda cosa significa “cibo” per tantissime persone.

Diciottomila famiglie chiedono aiuti alimentari, a Milano: sono tante, tantissime, e il dato è sottostimato. «In difficoltà troviamo in particolare donne, straniere e non solo, che non riescono a provvedere ai bisogni più elementari dei loro figli», sottolinea il direttore della Caritas ambrosiana Luciano Guabetti. L’associazione ha stimato i numeri di 132 Centri di ascolto: la richiesta di gran lunga più frequente è proprio quella di cibo. Il 50 per cento di chi si mette in fila ha tra i35ei54 anni. In media gli stranieri e sono più giovani degli italiani e la maggior parte, come logico immaginare, cerca occupazione (54 per cento). Tra chi ha lavoro si trovano nell’ordine colf, badanti e operai. «Lo spreco è stupidità, superficialità, indifferenza. Un sistema produttivo che mette in conto lo sperpero è da correggere», ha sottolineato l’arcivescovo Mario Delpini, facendo un appello alla responsabilità: «Tocca a noi ridurre le distanze tra chi ha troppo e Le statistiche Un povero su due in coda ai centri di aiuto ha tra i 35 e i 54 anni Uno su tre è italiano chi non arriva al minimo». II sindaco Beppe Sala, riconoscendo che Milano va «a due velocità», ha rilanciato il suo impegno: «Se a fine mandato non avrò misurato un cambiamento da questo punto di vista — ha detto — sarò uno sconfitto». Il cibo, in questi giorni, è al centro di due manifestazioni parallele. Promuovono entrambe lotta allo spreco e consumi sostenibili. Il primo palinsesto è di matrice più privata, il secondo istituzionale. Il primo è il format originario legato al cibo,«inventato» ormai dieci anni fa da Federico Gordini, presidente gruppo Giovani imprenditori lombardi Confcommercio, che lo chiamò Milano Food week, una sorta di Fuorisalone del gusto. Nel tempo la kermesse si è allargata fino a coinvolgere centinaia di giovani operatori e volontari per 250 eventi sponsorizzati e tutti gratuiti. Tre anni fa, invece, il lancio del «contenitore» istituzionale che si svolge in contemporanea, Milano Food city: raccoglie almeno altri 600 eventi promossi da Comune, Confcommercio, Fiera, Camera di Commercio, Fondazioni Feltrinelli e Umberto Veronesi, Assolombarda, Coldiretti e altri. All’interno di questo secondo format si è inserito anche Seeds and Chips, summit internazionale dedicato all’innovazione agroalimentare sostenibile. Showcooking, spettacoli, convegni da un angolo all’altro di Milano, dunque. Sotto il profilo solidale per Food week lo chef Eugenio Boer preparerà 25 chili di risotto giallo destinato agli utenti del Refettorio Caritas. Per Food city, invece, sempre Caritas e Diocesi hanno portato al Refettorio l’opera «Mani per il pane» dell’artista bosniaco SafetZec. Le visite al dipinto e alla collezione permanente del Refettorio sono organizzate dai Gatti Spiazzati, associazione di clochard e ex ospiti della mensa con grande seguito sui social. La richiesta: offerta libera. Ma il cibo, persino lì, è sempre benvenuto.

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