Ciclofficina a casa Jannacci e imprenditoria sociale

Ciclofficina a casa Jannacci e imprenditoria sociale

La Officina delle Biciclette di Casa Jannacci della Associazione MiRaggio rappresenta una esperienza di impresa sociale innovativa e sostenibile, che offre agli ospiti della Casa una occasione di promozione sociale e nel contempo propone un servizio alla cittadinanza di “usato sicuro e legale”, che va a soddisfare la domanda di mobilità sobria, economica ed ecologica.   La caratteristica principale della associazione è di fare formazione nell’ambito di una reale attività imprenditoriale, rivolta a clienti paganti: non ente assistenziale, ma impresa sociale che opera sul mercato libero.

La Officina delle Biciclette contribuisce ad aumentare la qualità dei servizi resi dall’Amministrazione Comunale a favore degli ospiti della Casa dell’Accoglienza, sviluppa momenti di formazione professionale e opportunità lavorative, inserendosi nel processo di conversione della Struttura, che il Comune ha previsto nel suo Piano di Sviluppo del Welfare: iniziativa rivolta anche all’esterno a favore dei cittadini della zona e dell’intera città, di fatto l’Officina contribuisce anche a livello comunicativo e d’immagine a connotare diversamente, rispetto al passato la Casa dell’Accoglienza: non più dormitorio, ma Struttura polivalente che si apre alla città.

MiRaggio è una associazione culturale con oltre 10 anni di attività, avviata come Ciclofficina Barona (che poi si è evoluta e trasformata in società commerciale a pieno titolo) ed ha proseguito con attività formative presso scuole, comunità ed – in generale – contesti di fragilità sociale, in cui imparare la cura del proprio mezzo di trasporto diventa strumento di auto-promozione ed educazione a stili di vita sobri e socialmente responsabili.

LA STORIA

Nel 2013, nell’ambito delle iniziative collegate col Salone del Mobile, MiRaggio (unitamente ad altri soggetti) ha promosso, all’interno della Casa dell’Accoglienza, “OTTOTUBI” una esposizione di telai artigianali di biciclette, opera dei più rinomati artigiani. Alcuni dei telaisti espositori hanno quindi donato all’Associazione MiRaggio i telai da loro realizzati.   Col ricavato della vendita MiRaggio ha coperto una parte dei costi dell’allestimento dell’officina.

Dal maggio 2014 la Associazione MiRaggio (grazie ad una convenzione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano) opera all’interno della Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci.

L’Officina  di Casa Jannacci ha perseguito una graduale crescita dell’offerta, nel campo della formazione e dei servizi, sia agli ospiti, che agli utenti esterni. L’Officina è integralmente finanziata con risorse proprie messe a disposizione dalla Associazione Miraggio. Tali risorse sono generate tramite le due gambe della attività, formazione e meccanica:  iniziative formative in collaborazione con Istituzioni Pubbliche o Private e  attività verso gli utenti privati esterni.

Alcuni numeri: dal Settembre 2016 l’Officina è aperta tutti giorni, mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì.  Complessivamente  nel 2017 la Associazione MiRaggio ha erogato un totale di circa 1.500 ore uomo, di cui circa 600 per attività di formazione e circa 900 per attività di riparazione/recupero.

LA ATTIVITA’ DI FORMAZIONE

Nel 2017 ai corsi di formazione hanno partecipato complessivamente oltre 50 utenti, tra ospiti di Casa Jannacci e di altri Centri di Accoglienza Straordinaria in zona,  minori non accompagnati in affido a comunità, adolescenti seguiti da cooperative presso centri diurni ed utenti singoli inviati dai Servizi Sociali del Comune.   Gli utenti della formazione si trovano pienamente inseriti nell’attività quotidiana di recupero e riparazione: affrontano le richieste del pubblico pagante e respirano immediatamente la natura di servizio al cliente che MiRaggio cerca di praticare.

La formazione si svolge secondo un piano didattico ormai pienamente sperimentato, che parte dalla nomenclatura delle parti della bicicletta (attenzione alle competenze linguistiche e relazionali), prosegue con le operazioni più semplici e si amplia anche ad operazioni più complesse. Le lezioni vengono effettuate su biciclette degli utenti (se disponibili) o su bici da recuperare messe a disposizione di Miraggio.   In alcuni casi –  se le competenze  ci sono  – si effettuano manutenzioni e riparazioni su biciclette di clienti esterni.

IL RECUPERO E LA RIPARAZIONE

L’Officina offre un servizio di recupero e rimessa in strada di biciclette abbandonate (raccolte presso privati, condomini e donatori in genere)  e riparazione per  clienti esterni.  Oltre agli utenti della Casa dell’Accoglienza e dei diversi centri per richiedenti asilo della zona, utilizzano quotidianamente i servizi dell’Officina anche cittadini della zona con limitata capacità di spesa e cittadini sensibili all’usato legale sicuro e solidale.

Nel 2017 l’Officina ha recuperato (tramite donazioni di privati cittadini) e rimesso in strada, circa 300 biciclette. Purtroppo la combinazione con AMSA presenta problemi operativi, relativi alla raccolta di rifiuti ferrosi e non è risultata utilizzabile, né da MiRaggio, né da altri operatori.   Inoltre la Officina ha effettuato circa 500 interventi di riparazione su biciclette di terzi.   Di questi, il 20% circa su biciclette di ospiti della Casa dell’Accoglienza e il restante 80% di cittadini, abitanti del quartiere e non, comunque sensibili al progetto di impresa sociale proposto.

CONCLUSIONE

Con l’apertura quotidiana, dal 2016 la Officina fornisce un servizio qualificato e competitivo, che pienamente si inquadra nel processo di “start-up” di una impresa sociale.   L’imprenditore sociale può vincere la scommessa del lavoro “dall’interno” in un contesto di fragilità sociale,  creare una rete di cittadini italiani e stranieri per “aiutare” il quartiere, che rileva problematiche e criticità e valorizza le ricchezze? L’esperienza MiRaggio dice di sì, se matura ed evolve da pratica dell’assistenza  a motore di risorse ed avvio di percorsi in autonomia.   La associazione sperimenta un processo partecipato e condiviso di auto-valutazione dell’impatto sociale: a parte l’ovvia esigenza di “misurare la propria prestazione”, la valutazione dell’impatto sociale può funzionare da vaccino contro l’autoreferenzialità, diventare lievito di analoghi processi di auto-promozione, che contagiano positivamente e trasformano il contesto di riferimento.

 

 

Annibale Osti

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