Città studi e i candidati Governatore

Città studi e i candidati Governatore

Stasera, all’auditorium Stefano Cerri di via Valvassori Peroni, i sei candidati che ambiscono alla carica di Governatore della Lombardia si confronteranno su Città Studi, rispondendo alle domande dei cittadini e fornendo la propria visione del futuro sia dell’area che, auspichiamo, del futuro del sistema universitario milanese e lombardo.

Come Sinistra x Milano abbiamo sostenuto fin dall’inizio l’idea del nuovo polo universitario che dovrebbe nascere nell’area ex Expo, un polo capace di dare nuova vita a un quartiere di Milano, di rilanciare la qualità della ricerca e di offrire agli studenti strutture più moderne e ospitali.
Abbiamo seguito con interesse gli sviluppi di questi mesi, apprezzando gli importanti passi in avanti segnati dal masterplan per l’area, dall’avvio dell’accordo di programma tra le università pubbliche per confermare la loro presenza a città studi fin al ruolo di protagonista che il Politecnico di Milano si è ritagliato nella partita sul futuro del quartiere.

Come tutti i progetti ambiziosi, però, anche il trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale nel nuovo polo universitario di Expo non può prescindere da alcuni elementi di trasparenza, chiarezza e comunicazione che sono imprescindibili per renderlo davvero vincente per la città e rassicurante per quei cittadini che si sentono minacciati da una trasformazione che vivono come epocale. Per questo, pensiamo che sia necessario chiedere ai soggetti coinvolti, Statale e Comune di Milano prima di tutto, maggiore chiarezza su alcuni punti.

Alla Statale pensiamo sia legittimo chiedere di raccontare a tutti il progetto per Expo, condividendo le strategie di sviluppo e gli obiettivi dell’ateneo, in relazione anche all’offerta didattica, ai servizi agli studenti e alle opportunità per i ricercatori. Certamente si tratta di scelte che spettano alla Statale e non ad altri, ma la loro ricaduta può essere davvero importante per Milano. Per questo la città deve essere messa in condizione di accompagnare l’università in questo percorso. Contestualmente, alla Statale non possiamo non chiedere di fornire il prima possibile un cronoprogramma dei trasferimenti previsti, per consentire al quartiere una migliore transizione e al pubblico la costruzione e divulgazione di un piano per Città Studi che garantisca la vocazione del quartiere a luogo destinato a università e servizi e che, individuando le opportune coperture economiche, non lasci vuoti e abbandonati gli edifici.

Al Comune chiediamo di farsi carico di accompagnare università e quartiere (anzi quartieri, usiamo il plurale, perché anche l’area intorno a Expo sarà impattata significativamente dalle trasformazioni che il nuovo polo porterà) in questo processo di trasformazione e di comunicare con chiarezza e puntualità quanto accade e quanto accadrà.

Auspichiamo che il dibattito di stasera possa davvero dare risposte concrete ad alcune di queste domande e, soprattutto, auspichiamo che sia un confronto vero, in cui la voglia di ascoltare e di mettersi in gioco prevalgano sulla difesa delle proprie posizioni. Perché le città cambiano, i quartieri cambiano, come cambiano le abitudini e i tempi di vita nell’incrocio tra culture; pensiamo che il cambiamento non vada respinto, ma vada accolto, gestito e guidato: è il compito che ci prefiggiamo come movimento politico impegnato sul territorio e che partecipa al governo della città e dei municipi interessati dal futuro della Milano universitaria.

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