CITTÀ VIETATA ALLE AUTO IL NOSTRO SOGNO (IM)POSSIBILE

CITTÀ VIETATA ALLE AUTO IL NOSTRO SOGNO (IM)POSSIBILE

Qualche giorno fa Cesare Paroli nella sua rubrica “Io ciclista” su Milano – Il Giorno così scriveva:
Pochi giorni fa, intervenendo a un’iniziativa per combattere l’inquinamento della plastica nei mari, il sindaco Giuseppe Sala ha parlato anche di un tema che sta molto a cuore a noi ciclisti, dicendo che è il momento di fare qualcosa di più e illustrando il piano concreto del Comune per i prossimi anni, una sorta di «Green New Deal» milanese, sulla scorta di quanto già elaborato e proposto dai democratici americani per rimediare ai danni causati dall’uomo al pianeta terra. «È una piattaforma politica — ha sottolineato Sala – un modo di concepire le trasformazioni della società. A noi purtroppo manca la capacità di affrontare questi temi in termini alti facendo coesistere il mondo dell’industria con lo sviluppo sostenibile. Il nostro obiettivo più immediato è quello di ridurre le auto private in circolazione, che attualmente sono ancora molte, 51 per ogni 100 abitanti, il doppio rispetto ad altre capitali europee. Ma passi avanti sono stati fatti. Solo 25 anni fa c’erano 65 auto per 100 abitanti. Il nostro problema è che ogni giorno entrano in città, proveniendo dall’hinterland, 800-900 mila auto che sono troppe. Per questo abbiamo varato l’Area B, una low emission zone, per ridurre la quantità di veicoli in circolazione. Noi — ha aggiunto il sindaco di Milano — non siamo contro le auto ma auspichiamo una coesisteva pacifica tra mobilità e ambiente». E ancora: «La città dev’essere il luogo di sperimentazione della nuova socialità e Milano è la città dove partirà questa rivoluzione. Possiamo fare tutto anche grazie alla tecnologia e lo scopo del nostro Piano del territorio, da qui al 2030, è quello di costruire una città del possibile. Una visione, dunque, ma non da visionari». Parole sante per noi ciclisti che vorremmo vedere un po’ meno veicoli a intasare le strade, a occupare i marciapiedi e le aiole. E anche se molti passi avanti sono stati fatti, molti ancora ne restano da fare. PENSIAMO solo a che cosa sarebbe la nostra città se ogni giorno non fosse invasa dalle 800-900 mila macchine citate dal sindaco Sala! Parcheggiate il più delle volte in divieto di sosta, magari accanto e intorno a enormi parcheggi sotterranei mezzi vuoti. Il che ci suggerisce un corollario: i divieti hanno senso se vengono fatti rispettare, altrimenti è come se non ci fossero. Pensiamo alla sosta, ma anche ai limiti di velocità. Ci sono certe vie che sembra di trovarsi all’Autodromo di Monza! Quanti pericoli per noi ciclisti… Infine, un sogno. Come già sappiamo, la municipalità di Amsterdam ha deciso di vietare l’ingresso in città di tutti i veicoli a benzina e diesel a partire dal 2030. Chissà che prima o poi, magari in un’altra vita o in un universo parallelo, ciò non possa accadere anche a Milano!

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