Commercianti: non vedo, non sento non parlo

Commercianti: non vedo, non sento non parlo

Mafie, riciclaggio, pubblici esercizi. Vergognose le dichiarazioni dei commercianti oggi sul Corriere Milano (articolo di Sara Bettoni).
Erwan Maze, associazione commercianti Porta Ticinese : “…non è mio compito segnalare alle forze dell’ordine. Sono un cittadino, non un gendarme e non posso fare indagini”. Io di commercianti che segnalano fortunatamente li ho conosciuti, se ha paura forse è bene non sia presidente di un’associazione.
Fabio Acampora di Asco Arco della Pace: “In 23 anni di carriera non mi sono mai arrivate segnalazioni di situazioni illecite”. Non è credibile un’affermazione del genere.
Michela Mainini del bar Jamaica: “Le denunce difficilmente partono dai colleghi. Prima di tutto non abbiamo documenti o prove … e poi ciascuno si chiede: Chi me lo fa fare?”. Se non trovate voi degli ottimi motivi… vi schiacciano con il flusso di soldi dalla droga e state zitti?
Infine Valerio Tedaldi, titolare della discoteca uClubroom: “Le attività preferite da chi fa affari loschi sono Bar, ristoranti, pizzerie”. Sappiamo bene, invece, che anche le discoteche sono un oggetto del desiderio. Poi se la prende con le Istituzioni (lo sport nazionale): “..Ci chiediamo perché i tempi di intervento siano così lunghi».
Un panorama tristissimo.
Chiedo a Confcommercio, a Lino Stoppani presidente Fipe, molto attento all’argomento, di censurare queste dichiarazioni.

David Gentili

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