Contro il gioco d’azzardo, facciamo un altro passo avanti

Contro il gioco d’azzardo, facciamo un altro passo avanti

Approvata, in sede di conferenza Unificata la proposta del Governo sul riordino del gioco d’azzardo.
Un importante passo avanti che si trasformerà in strumenti legislativi nei prossimi mesi.
L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare una riduzione dell’offerta attraverso una diminuzione dei punti vendita e un innalzamento dei loro standard qualitativi.

A Milano un’intensa campagna contro la diffusione del gioco d’azzardo fu avviata durante il mandato Pisapia. Oltre al recepimento Regolamento Edilizio del Comune di Milano dei principi sulla distanza dai luoghi sensibili sanciti dalla legge 8 del 21 ottobre 2013 di Regione Lombardia, la nostra Amministrazione è andata ben oltre e, con le ordinanze 63 e 65 del 2014, ha limitato a otto ore (9 – 12 e 18 -23) l’orario di esercizio delle sale giochi e dei singoli apparecchi, contrastando ulteriormente la diffusione incontrollata delle Slot Machine (AWP) nei bar e nelle tabaccherie e delle Vlt accolte nelle sale scommesse.
Una strategia di contrasto che ha superato diversi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, sostenuta da un’intensa attività di controllo: tra la primavera 2015 e l’estate 2016, sono stati sollevati 888 Verbali di Contestazioni al mancato rispetto delle ordinanza, oltre a questi anche 319 diffide e 72 sospensioni del funzionamento degli apparecchi da gioco.

L’approvazione del testo è sicuramente un importante passo avanti. Una tappa di un percorso che dovrà proseguire. Alcuni elementi sono ancora da approfondire ed integrare. Penso sia bene vietare la pubblicità del gioco d’azzardo al pari dei tabacchi ed è bene introdurre la tracciabilità dei flussi finanziari e l’obbligo della trasparenza delle società. L’informazione antimafia deve essere utilizzata per verificare tentativi di infiltrazione mafiosa per ogni concessionario e gestore delle sale

Per ciò che riguarda le autonomie locali sarà da vedere. Anci è stata favorevole e difende le prerogative dei Comuni. Il governo, nel testo, chiede di garantire una diffusione equilibrata su tutto il territorio superando i limiti legislativi sulle distanze dai luoghi sensibili, ma, soprattutto, concede ai comuni la facoltà di stabilire per le tipologie di gioco delle fasce orarie (fino a 6 ore complessive) di interruzione quotidiana di gioco. Tenendo però conto che a Milano si può tenere aperto solamente otto ore, quanto deciso rappresenta una notevole retromarcia.

D’altro canto non si possono non rilevare gli aspetti positivi presenti nel testo:
Riduzione delle AWP (le cosiddette Slot Machine) presenti da 400.000 ca., a 265.000 con le modalità previste dall’emendamento del Governo approvato e recepito nell’art. 6-bis del d.l. 50/2017 convertito nella l. 96/2017.
Dimezzamento, in tre anni, dei punti di vendita del gioco pubblico, attualmente stimati in circa 100.000. Un numero massimo di circa 30/35.000 esercizi che saranno in grado di ottenere la certificazione per la vendita di gioco pubblico, ora sono 69.000.
Certificazione legata anche a:
– accesso selettivo, completa identificazione dell’avventore, mediante il controllo con documento d’identità e della carta nazionale dei servizi che permetterà il funzionamento delle nuove AWPR e videosorveglianza;
– eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco;
Al termine dei tre anni solo le sale certificate potranno ospitare le AWP.
Le nuove AWPR dovranno invece prevedere esclusivamente la giocata attraverso la Carta Nazionale dei Servizi o la Tessera Sanitaria, escludendo, pertanto, la possibilità di utilizzare banconote o qualsiasi altra forma di moneta elettronica.
Per le VLT non si potrà più inserire banconote di valore superiore a 100 (cento) euro.
Saranno previsti strumenti di autolimitazione in termini di tempo e di spesa; tramite anche messaggi automatici durante il gioco che evidenzino la durata dello stesso.

Ora valuteremo attentamente i prossimi passaggi del Governo e il mantenimento degli impegni presi. Difendendo le prerogative degli enti locali che, seguendo anche l’azione incisiva e apripista di Milano sugli orari, hanno rappresentato l’unico baluardo per un lungo periodo, contro una diffusione senza alcun criterio, se non quello di mercato del fenomeno, con le drammatiche conseguenze di tipo sociale e sulla qualità della vita di alcuni luoghi delle nostre città.

 

David Gentili

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