COP25 TANTO RUMORE PER NULLA?

COP25 TANTO RUMORE PER NULLA?

Perché fare questi summit se non servono a nulla? Se le mediazioni umiliano chi si batte per lemergenza climatica?
Evidentemente i governi devono ripensare completamente il modo con cui conducono queste trattative, perché l’esito di questa COP è totalmente inaccettabile, deludente, sostanzialmente un passo indietro verso le aspettative di tutti. Ancora una volta gli accordi sono stati compromessi dagli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l’emergenza climatica una minaccia per i loro margini di profitto. La battaglia fra i paesi più vulnerabili e quelli con interessi diversi e ben più monetizzabili è stata vinta da questi ultimi,
Nonostante gli appelli di Greta, della società civile, degli scienziati preoccupatissimi per i riflessi che il carbonio ha sui cambiamenti climatici, ancora una volta un accordo provvisorio, al ribasso, che non tiene minimamente conto dell’emergenza climatica e dell’urgenza di prendere decisioni forti e coraggiose.
Le COP si risolvono quindi in una passerella di buoni propositi e belle parole inutili?
Forse no, nelle commissioni si lavora sodo mai politici si sono scontrati sull’Articolo 6 relativo allo schema del commercio delle quote di carbonio, una minaccia per i diritti dei popoli indigeni nonché un’etichetta di prezzo sulla natura, chiaramente non comprendendo la minaccia esistenziale della crisi climatica. Paesi come Brasile e Arabia Saudita hanno invece fatto muro, vendendo accordi sul carbonio e travolgendo scienziati e società civile.
Rimane vivo l’accordo di Parigi e sulla base di questo almeno i piccoli paesi insulari si sono trovati uniti e rafforzati.
A Milano intanto continuiamo a sognare una “città senz’auto”metafora di una città che sappia coraggiosamente e da capitale europea, delineare la strada dell’ emergenza climatica messa in pratica.

Giuseppe Pino Rosa

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