CULTURA, COSTRUIRE LA CITTADINANZA

CULTURA, COSTRUIRE LA CITTADINANZA
Parliamo del ruolo della cultura non ufficiale, quella delle periferie, quella dei circuiti underground, quella più farà fatica a ripartire.
E ne parliamo per capire cosa rischiamo davverO di perdere, nel nostro senso comune e nella costruzione di cittadinanza.
Con fatica sì, con troppe cicatrici, ma la cultura ripartirà.
Ripartirà la cultura ufficiale, quella istituzionale, che ritroverà i suoi spazi, vuoti da troppo tempo, ma pronti a riaprire.
Più difficile il percorso della cultura underground, quella dei circuiti non ufficiali, che esce in buona parte impoverita dai mesi lunghi della pandemia.
Con troppi locali che non ce l’hanno fatta e con le reti informali frammentate, lacerate, difficili da ricostruire in pezzi di città che rischiano di essere desertificati dai troppi mesi di una chiusura forse necessaria.
E allora, oltre a rivendicare spazi e fondi anche per la cultura non ufficiale, vogliamo provare a capire come sarebbe una città senza cultura underground, senza spazi diffusi di creatività e di elaborazione.
Vogliamo interrogarci sul ruolo che la cultura non ufficiale ha avuto nella costruzione di pezzi di città, di un linguaggio e di un senso comune.
Vogliamo raccontare quello che, fino a ieri, abbiamo avuto sotto gli occhi o sotto casa senza renderci conto che non era così scontato
Ne parliamo insieme a Federico Riccardo Chendi e Tommaso Dapri, guidati da Valentina Capocefalo
Il dibattito lo trovate a questo link: https://business.facebook.com/sinistraxmilano2016/videos/187720869677368/

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