Dalla criminalità organizzata al sociale

Dalla criminalità organizzata al sociale

Solidarietà, inclusione sociale, attenzione ai diritti civili. Queste le linee guida che spingono il Comune di Milano a mettere a bando pubblico alcuni stabili sequestrati alla criminalità organizzata ed orientarli al co-housing. Sarà la prima sperimentazione di uno spazio abitativo, ricreativo e di supporto psicologico volto a  trasformarsi in un progetto stabile e sostenibile, che possa rispondere in modo innovativo ai bisogni di soggetti che vivono al margine e appartenenti alla comunità Lgbti.

Non si tratta però di un condominio solidale qualunque, bensì di un alloggio permanente dedicato a soggetti allontanati dalle proprie famiglie d’origine poiché non accettati per via della propria sessualità.

Appunto per questo il Comune di Milano è alla ricerca di attori del mondo associativo o del privato sociale che vogliano mettersi in gioco, che presentino una proposta credibile, fattibile e che guardi ai diritti civili come un gancio a cui aggrapparsi, facendo della legalità un mezzo per raggiungere uno scopo ben definito: la co-abitazione arcobaleno.

Ci si augura che gli spazi, affidati ad associazioni del settore, possano definire nuovi modelli di inclusione sociale replicabili in altri contesti e nelle forme più variegate, offrendo risposte non solo indirizzate al disagio abitativo, ma orientate anche alla solidarietà  intragenerazionale, al sostegno reciproco, alla socializzazione.

Il bando si inserisce in una visione di lungo termine di promozione della salute di cittadini che a causa della loro sessualità vivono condizioni di temporanea fragilità, allo scopo di creare reti di sostegno trasversali ai diversi livelli istituzionali. Questo permetterebbe di trasformare determinati bisogni in risorse, senza perdere di vista la necessità impellente di avere un tetto, un rifugio dove trovare accoglienza, affetto, comprensione. Insomma, una casa.

 

 

 

Michele Bisaccia

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