Dalla parte degli alberi

Dalla parte degli alberi

Questa volta è successo nel parco della Martesana, ma non è un caso isolato. Quelle che siamo abituati a vedere non sono potature, sono interventi che danneggiano il bene comune e violano quanto previsto dal regolamento del Verde del comune di Milano, approvato a dicembre 2017, che contiene prescrizioni molto precise per la cura degli alberi.
“Articolo 33.1. La potatura ordinaria delle piante arboree private e pubbliche è consentita come: rimonda dalle parti secche, contenimento in caso di interferenza con edifici, servizi, ecc., diradamento della chioma ove necessario per ridurre carichi e sollecitazioni.”
“Articolo 33.2. In ogni caso è vietato distruggere, danneggiare o modificare in modo sostanziale la struttura ed il portamento naturale dell’albero senza validi e giustificati motivi tecnici espressamente
autorizzati, come l’esigenza di ridurre carichi e/o sollecitazioni o per eliminare interferenze con edifici, servizi, ecc. La potatura deve rispettare, per quanto possibile, la ramificazione naturale dell’albero e la regola del ramo ‘di ritorno’. I tagli dovranno essere netti e rispettare la corteccia sulla parte residua, senza lasciare monconi. Gli interventi di capitozzatura (cioè i tagli effettuati direttamente sul fusto principale dell’albero) e di potatura di branche aventi circonferenza superiore a 30 cm, o comunque non eseguiti a regola d’arte, sono vietati.”
Questo tipo di tagli e l’asportazione totale della chioma, sono pratiche molto dannose perché, alla ripresa vegetativa l’albero sarà sottoposto ad un forte stress. Dovrà ricostruire completamente la propria chioma emettendo velocemente ramificazione deboli e mal inserite sui vecchi tagli, per poter produrre il maggior numero di foglie e potersi così nutrire attraverso la fotosintesi.
Tutto questo processo consumerà le riserve energetiche stoccate nella stagione vegetativa precedente, senza avere la possibilità di produrne immediatamente di nuove.
Senza foglie l’albero non si nutre.
Senza nutrimento la struttura e le radici vengono danneggiate e i patogeni hanno vita facile.
Potature come quelle eseguite nel parco della Martesana e in molte altre zone di Milano sono una piaga nazionale e rappresentano un danno economico per la collettività. Sono un oltraggio al buon senso ed alle buone pratiche di arboricoltura.
Gli alberi capitozzati sono più brutti, deturpano il paesaggio e hanno costi di manutenzione che nel tempo saranno più elevati.
Eliminare il 100% della chioma non è mai una soluzione e diminuisce la speranza di vita, quando un albero è irrecuperabile va abbattuto e sostituito, non dimenticando mai di informare in modo coretto e accurato la popolazione delle motivazioni che portano a tali scelte.
Nonostante da più di 25 anni gli arboricoltori mettano in guardia sulla dannosità di queste pratiche, la capitozzatura rimane ancora molto diffusa, eseguita senza criterio, molto spesso da personale non qualificato.
Gli alberi ed il verde in generale non possono più essere considerati solo un costo di manutenzione, vanno considerati i benefici ,ambientali, sociali ed economici che producono . Da diversi anni sono stati dimostrati scientificamente gli impatti positivi sul clima, sulla qualità dell’aria e i benefici a livello sociale dovuti alla presenza di aree verdi. Le amministrazioni non hanno più scuse e devono rivedere l’approccio alla gestione del verde.
Bisogna passare da una logica di manutenzione generale ad una di cura e gestione del nostro patrimonio arboreo e naturale, la logica economica immediata che guida gli appalti pubblici.
I tecnici comunali del verde non riescono ad intervenire in modo efficace e tempestivo e le sanzioni, se fossero applicate, non sono tali da costituire un deterrente.
Fa male assistere inerti alla distruzione dei principali dispensatori di benessere in ambiente urbano: fonti di ossigeno, regolatori del calore, assorbitori di CO2, riparo per la fauna selvatica e fattori di biodiversità.

Loris Bassini
Anna Melone

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