Decreto sicurezza?

Decreto sicurezza?

Difficile commentare uno schema di decreto legge così confuso, che più che riguardare l’immigrazione e la sicurezza, interviene disordinatamente su molteplici campi, dal permesso di soggiorno ai subappalti, per passare alle occupazioni abusive.
Si tratta di tutta evidenza di un provvedimento “figlio” delle promesse fatte in campagna elettorale, la cui urgenza per la decretazione è molto dubbio, per non dire inesistente.
Siamo in presenza quindi di un sistema di decretazione” politico” a partire dalla scelta di inserire il tema della immigrazione in un decreto sicurezza.
È un decreto che ha sul tema immigrazione un unico scopo, quello di cercare di impedire o limitare la regolarizzazione dei cittadini stranieri, creando di conseguenza un aumento dei soggetti che continueranno a stare in Italia clandestini.
Il permesso di soggiorno per calamità, anzi eccezionali calamità, quello per, non meglio identificati, atti di particolare valore civile, il meccanismo delle revoche dei permessi accordati, avrà come effetto finale quello di rendere clandestini, impedendo ogni forma di integrazione, migliaia di immigrati.
È un decreto tutto chiacchiere e distintivo, che vuole ottenere solo lo scopo mediatico di declinare lo slogan : prima gli italiani, senza preoccuparsi di occuparsi e tutelare quelle persone bisognose che provengono da una situazione personale disastrosa, come se invece che di persone si parlasse di sterili numeri.
Ci sono poi le norme istituite per limitare il diritto di difesa, senza che peraltro ce ne fosse bisogno, la procura per ricorrere in Cassazione che deve essere rilasciata dopo il provvedimento da impugnare, le limitazioni sul gratuito patrocinio.
Oppure il raddoppio dei termini di trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio, 180 giorni, dove sono ristretti, ricordiamolo, persone che non hanno commesso reati, oppure ancora la riduzione dei soggetti che possono beneficiare del sistema Sprar.
Nello stesso decreto, con una incoerenza assoluta e con grossi dubbi sul criterio Costituzionale della decretazione di urgenza, abbiamo il braccialetto elettronico per il reato di stalking, una serie di prescrizioni per il noleggio di autoveicoli e furgoni- qualcuno spieghi al legislatore, che spesso sono rubati tali mezzi in caso di attentati, non noleggiati-, oppure la possibilità per la Polizia locale di usare il Taser, o ancora l’estensione del Daspo urbano aggiungendo i presidi sanitari e le aree destinate alle fiere, mercati e pubblici spettacoli.
Per poi intervenire sul reato di occupazione abusiva inserendo un aumento di pena nei confronti dei promotori e organizzatori della occupazione, con un effetto pratico che dal punto di vista giudiziario per fortuna sarà scarso.
Insomma un decreto pessimo, che lancia messaggi ideologici particolarmente allarmanti e di stigmatizzazione.
Forse mi viene banalmente da dire che se in Italia c’è una emergenza riguarda le forme di criminalità organizzata o gli infortuni sul lavoro, fenomeni che nel decreto sono completamente ignorati.
Questa volta bene ma non benissimo non ci sta proprio qui siamo proprio al malissimo.

Mirko Mazzali

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