Difendere le ONG

Difendere le ONG

Nei giorni della grande manifestazione “People – prima le persone”, è importante ricordare e parlare di come la criminalizzazione della solidarietà, con il bloccaggio delle navi delle ONG e la desertificazione del Mediterraneo,
stia sempre più prendendo piede nel nostro paese e in Europa. Le rotte del mare, dal Mediterraneo centrale, all’Egeo, al Mediterraneo occidentale, sono più vive che mai. Le persone continuano a tentare la traversata, con imbarcazioni di fortuna, senza garanzie di arrivare vivi sull’altra costa. Stiamo parlando di esseri umani, di vite, che il nostro governo ci sta impedendo di salvare. Il diritto alla vita è uno dei diritti cardine di tutte le grandi convenzioni internazionali e regionali sui diritti umani, ma questo momento storico ne sta vedendo la sua negazione.
La millantata chiusura dei porti e l’impedire alle persone di sbarcare sulle nostre coste dopo essere stati salvate è la negazione più evidente della libertà personale ed è contrario alle norme internazionali, contenute in trattati ratificati dal nostro paese, che prevedono che le persone soccorse in mare debbano sbarcare nel più breve tempo possibile in un porto sicuro.
Il lasciare in mano alla guardia costiera libica le operazioni di search and rescue, il permettere che, anche in acque internazionali, le autorità libiche intervengano per riportare queste persone in Libia, nei campi di detenzione dove subiscono torture e trattamenti inumani e degradanti, il cui divieto può essere considerato assoluto, è contrario alle norme internazionali. La Libia non è un paese sicuro, come affermato anche dagli osservatori delle Nazioni Unite.
È importante quindi continuare a ribadire l’importanza della presenza delle ONG nel Mediterraneo centrale ed occidentale e nell’Egeo, e permettere loro di continuare a svolgere la loro missione fondamentale.

Matilde Moro

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