DOCUMENTO “MILANO2020 STRATEGIA DI ADATTAMENTO” CONTRIBUTI ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA

DOCUMENTO “MILANO2020 STRATEGIA DI ADATTAMENTO” CONTRIBUTI ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA

Premessa

Ancora una volta siamo stati chiamati dalla Giunta ad esprimere opinioni e consigli, proposte di soluzioni in relazione, questa volta al documento Milano 2020 Strategie di Adattamento
Un documento molto interessante, anche se generico in alcune parti, che offre però alcuni spunti in vista di una ricostruzione sostanziale post covid, una riprogettazione della città , dal punto di vista economico, urbanistico e sociale.
Nell’inviare le nostre riflessioni ci chiediamo però a che serviranno effettivamente, quale feed back ci sarà, se ci sarà un vero ascolto e quindi verranno prese delle decisioni conseguenti.
Ce lo chiediamo da un po’ di tempo perché il tema della partecipazione sviluppato, con grande enfasi nella precedente campagna elettorale, ma smorzatosi nella passata consiliatura, rimane un nodo fondamentale.
In una Milano nella quale l’associazionismo rappresenta un fenomeno importante e centrale nella vita della città, in tutti i settori, siamo ancora confusi sul decentramento nei Municipi, sulle deleghe e sulla efficacia di queste deleghe.
I cittadini spesso percepiscono di essere mobilitati dall’istituzione addirittura per supplire alle sue mancanze, impiegando forze e risorse proprie. Dopo anni di incomprensioni ed equivoci forse è giunto il momento di chiarire questa tematica, e l’occasione è sicuramente unica e storica: la pandemia ci ha costretti a pensare veramente una città diversa, lontana da logiche elettoralistiche, una città con una visione ampia che ponga la sostenibilità come cardine per le sue trasformazioni.
In questa città le voci della cittadinanza dovrebbero essere rappresentate con una procedura ufficiale codificata e non solo consultiva. Il modello potrebbe essere il Debat Public (dibattito pubblico) francese, una struttura allargata e democratica che venga consultata su tutti i temi che rappresentino un investimento di risorse, pubbliche e private e che interessino la collettività: dai trasporti ai servizi, passando per le diverse sfumature che assumono l’edilizia e l’urbanistica, il consumo di suolo, aria e acqua.
Riteniamo necessario nominare a fianco dell’Amministrazione un “Garante del dibattito pubblico” e una struttura operativa permanente che convochi alla presa di visione e alla discussione i cittadini e le associazioni più attive e propositive, fissi tempi e luoghi della discussione e dia riscontro degli esiti del processo partecipativo. Uno strumento che consenta una totale trasparenza nel processo decisionale. Questo è necessario ancor più in tempi di emergenza climatica, dove ogni euro speso deve essere ben impiegato e giustificato.
Una figura quindi da affiancare al Resilient Manager, già operante in città sul piano dell’analisi operativa della resilienza, utile e necessaria, per il futuro di Milano e della città metropolitana.
Chiamarci a dare contributi solamente per esigenze di marketing politico non avrebbe più senso, né ora né per il futuro.
Chiediamo quindi tempi e modalità di verifica delle nostre proposte e di quelle di tutta la città.

Aree tematiche:

● GOVERNANCE, DIRITTI E INCLUSIONE
Milano deve affrontare uno sforzo straordinario di reimpostazione della propria struttura economica sociale, e ambientale, in un momento di crisi e di riduzione delle risorse economiche complessive. Ogni investimento andrà calibrato e mirato in funzione di una strategia globale che abbia sempre chiari gli impegni conseguenti alla ” Dichiarazione di Emergenza Climatica “. Le priorità della tutela della salute umana e dell’ambiente sono precondizioni per una ripartenza sana, che eviti di ripercorrere i modelli del passato.
Bisogna definire priorità e strumenti di valutazione trasparenti e “partecipativi”, che aiutino a intervenire progressivamente per affinare gli strumenti da rettificare in relazione ai risultati.
È necessario coinvolgere e consapevoli tutti in uno sforzo collettivo indirizzato alla riduzione degli sprechi, all’uso razionale delle risorse e alla riduzione delle emissioni, come strumenti di tutela della salute umana e della salubrità dell’ambiente. Di conseguenza per una maggiore efficacia degli interventi va ricercata la collaborazione attiva con i comuni della città metropolitana e con le realtà territoriali dei diversi quartieri.
Chiediamo che nell’attuazione di questo programma siano coinvolti i comuni contermini per coordinare le azioni e le strategie di intervento. Auspichiamo che questa per affrontare l’emergenza aiuti a far decollare la città Metropolitana.
Milano è al centro di un’enorme area urbanizzata, dove si addensano funzioni economiche strategiche per il Paese, però finora tutti i tentativi dare ordine e sviluppare le potenzialità presenti si sono scontrati con gli egoismi dei singoli e con la mancanza di una struttura organizzativa coordinata.
Chiediamo al sindaco di Milano un impegno maggiore per fare sì che, nonostante le difficoltà e le ristrettezze di risorse, la mancanza di deleghe, la città Metropolitana possa cominciare a svolgere le sue funzioni affinché assuma un ruolo efficace di coordinamento e di definizione di strategie territoriali comuni. Va rinnovato l’impegno per una collaborazione attiva con le realtà territoriali dei comuni contermini e dei diversi quartieri di Milano.
Per affrontare una situazione, che almeno nell’immediato e non si sa ancora fino a quando sarà caratterizzata da grandi incertezze, serve una struttura operativa di riferimento agile e snella in grado di sviluppare azioni di osservatorio e ricerca e che coordini tutti gli interventi e li sappia guidare verso un indirizzo strategico condiviso e chiaro.
Una struttura di coordinamento che serva a evitare sovrapposizioni e duplicazioni, in grado di introdurre le modifiche e gli adattamenti necessari per rispondere al mutare dello scenario generale e dare consistenza ai risultati raggiunti; una struttura concretamente aperta alla città con capacità comunicative chiare e semplici.

● ECONOMIE, RISORSE E VALORI
Siamo consapevoli, che in conseguenza della crisi economica attuale le risorse di bilancio dell’amministrazione saranno estremamente ridotte e imporranno scelte dolorose, purtroppo non sarà possibile realizzare tutto quello che sarebbe necessario e auspicabile, ma si dovranno impiegare le poche risorse disponibili secondo criteri di efficienza e di efficacia. Il bilancio deve fornire indicazioni sintetiche e chiare sugli aspetti chiave, provenienza e importo delle risorse disponibili, criteri di impiego e risultati raggiunti, deve diventare uno strumento di comunicazione chiaro e accessibile anche ai non addetti. Uno strumento che aiuti a capire e a valutare la fattibilità delle proposte.
Per un impegno oculato delle risorse disponibili si dovranno creare reti e forme di collaborazione stabile tra la macchina amministrativa, gli enti del terzo settore e le realtà sociali ed economiche che operano sul nostro territorio.
L’investimento di risorse pubbliche non può essere distribuito a pioggia, ma indirizzato secondo le finalità e gli obiettivi di trasformazione coerenti con la visione generale di tutela della salute, riconversione dei settori in coerenza con gli obiettivi di tutela dell’ambiente (innovazione economica in chiave di conversione ecologica ed economia circolare). Milano da “smart city” a “green city” sull’esempio di Friburgo.
Le indicazioni contenute nella “Strategia di adattamento” devono prevedere azioni dinamiche, suddivise per fasi (breve, medio, lungo termine), da monitorare e adattare al mutare degli scenari (Cabina di regia), da comunicare in tempo reale alla cittadinanza e condividere con gli altri “enti”.
In questo processo il coinvolgimento dei cittadini dovrà sperimentare forme e modi nuovi da consolidare in una “Carta della partecipazione di Milano” (sull’esempio del Debat Public, le forme di partecipazione occasionali finora sperimentate, dovranno portare un riconoscimento ufficiale e strutturato del ruolo della partecipazione come strumento imprescindibile del processo decisionale).
Incentivare la mobilità su bicicletta
Prevedere incentivi per chi va al lavoro in bici da spendere nei negozi (rimborso 0,25 €/km fino a max 5 €/giorno)

Incentivi e disincentivi per l’abitazione in affitto
Attivare politiche abitative favorendo affitti a canone moderato facendo leva su aumenti dell’imposta IMU per seconde case e oltre ed anche per chi la lascia sfitta l’abitazione per più di un anno e contemporaneamente diminuendo l’IMU per chi affitta a canoni calmierati ampliando il modello di Milano Abitare

Diritti dei rider
Aprire un tavolo milanese per i diritti dei rider e fattorini, partendo da un marchi del Comune che identifica le situazioni virtuose fino ad arrivare a un percorso che escluda dalla possibilità di operare su Milano quegli operatori che non garantiscono salario minimo e sicurezza dei lavoratori

● LAVORO

Proposta edilizia residenziale sociale – coworking – incubatori d’impresa
Identificare e mettere a disposizione significative parti del patrimonio immobiliare del Comune inutilizzato, sottoutilizzato e parzialmente utilizzato per metterlo a disposizione di attività produttive, di interesse pubblico ed a carattere sociale. Obiettivo è la realizzazione di attrezzature destinate alla residenza e al lavoro da attuare attraverso la predisposizione di appositi bandi. Per la residenza occorre rafforzare la Edilizia Residenziale Sociale, sostenere la formazione di cohousing con caratteristiche ERS. Per il lavoro realizzare coworking che prevedano anche spazi per laboratori artigianali e che questi posano anche prevedere quota di alloggi a servizio predefinendo prezzi calmierati e la realizzazione di incubatori d’impresa. Queste attrezzature possono anche essere previste e composte in un’unica iniziativa.

Urgente pensare ai lavoratori della cultura e dello spettacolo
Occorre occuparsi subito del lavoro artistico e dei suoi lavoratori, soprattutto per la componente formata da piccole e piccolissime imprese e associazioni che già normalmente faticano a sopravvivere. Un comparto produttivo molto vasto e diffuso nella città, una enorme ricchezza subito disponibile che deve essere utilizzata per la rinascita della città. Obbiettivo è sostenere la loro sopravvivenza attraverso il finanziamento pubblico di piccole produzioni (readings, esibizioni musicali, canore, teatrini per bambini, proiezioni di opere pittoriche e fotografiche… ) da presentare attraverso mini-tournée in spazi sanitariamente compatibili come cortili popolari e privati, spazi comuni condominiali, giardini pubblici che permettano il distanziamento, così come è importante riattivare le postazioni degli artisti di strada soprattutto nei quartieri.
Fondamentale partire fin da subito, per consentire queste iniziative durante la bella stagione e per dare dignità e riconoscimento al lavoro culturale. Per questa azione straordinaria occorre che le pratiche burocratiche previste devono essere sospese o ridotte all’essenziale, oneri comunali azzerati e concertare riduzioni degli oneri richiesti dagli Enti di riferimento e comunque sopportati dall’Ente Pubblico.

Smart working
Con la quarantena lo smart-working si è trasformato da opportunità in necessità, per poi dimostrarsi un’opportunità per le aziende: riduzione degli spostamenti casa-lavoro, valorizzazione delle tecnologie, ripensamento degli spazi aziendali con il superamento degli open space “pollaio”.
La fase 2 non può coincidere con il ritorno alle modalità lavorative precedenti: è quindi necessario che il Comune incentivi lo smart working, favorendo le aziende che lo applicano.

● TEMPI, SPAZI E SERVIZI

Piano degli orari
Redazione di un nuovo piano cittadino partecipato degli orari e dei periodi per desincronizzare i tempi della città, razionalizzazione del

Mobilità pedonale, uno strumento specifico
Occorre predisporre un vero e proprio piano della mobilità pedonale cittadina, da affiancare e o inserire all’interno del Piano Urbano della Mobilità.

Percorsi ciclopedonali come rigenerazione sociale e ambientale
I percorsi ciclopedonali sono la grande occasione di rigenerazione sociale e della mobilità della città, i percorsi devono essere considerati spazi di vita dove si muovono liberamente biciclette, mezzi di trasporto della disabilità, spazio collettivo di qualità. Per fare questo le piste devono avere un adeguata dimensione e progettazione. Queste nuove relazioni devono essere realizzate nel quadro delle reti locali radiali e trasversali e sovralocali della Città metropolitana.

Le scuole come generatore di servizi e qualità urbana locale
Occorre pensare e organizzare le scuole come centri di servizio di quartiere: luoghi e attrezzature che possano erogare servizi molteplici per il quartiere, sia per gli studenti (attività sportiva, corsi extracurricolari, formazione permanente), con spazi interni ed esterni aperti agli abitanti del quartiere, compatibilmente con le esigenze sanitarie.

Orari prolungati per gli spazi verdi recintati
Prevedere per ogni Municipio l’apertura prolungata al pubblico di spazi verdi già esistenti, o di nuovi allestibili in pochi mesi. Ad esempio nel Municipio 9: il Museo Botanico e Villa Lonati di via Benefattori dell’Ospedale/via Zubiani, l’area comunale di via Graziano Imperatore alle spalle dell’edicola di Niguarda Centro, l’ex alveo del Seveso in via De Gasperis, utilizzo del Cavalcavia Bussa per attività culturali, ludiche e sociali.

● SOSTENIBILITÀ
Le tutela della salute umana e dell’ambiente sono precondizioni per una ripartenza sana, che non porti a ripercorrere i modelli del passato.
Milano si deve impegnare in uno sforzo straordinario di reimpostazione della propria struttura economica sociale, e ambientale, in un momento di crisi e con risorse economiche ridotte. Ogni investimento andrà calibrato e mirato in funzione di una strategia globale che abbia sempre chiari gli impegni conseguenti alla ” Dichiarazione di Emergenza Climatica ” e alla strategia di adattamento.
Chiediamo che nell’attuazione del programma di adattamento siano coinvolti i comuni contermini per condividere le strategie di intervento e avviare azioni coordinate. Auspichiamo che gli sforzi per affrontare l’emergenza aiutino a far decollare la città Metropolitana.

Verde, ambiente e spazio pubblico
La città ha bisogno di nuovi spazi pubblici, verdi e fruibili, capaci di ampliare la dotazione vegetale e ambientale, permettendo nel contempo di mantenere le regole del distanziamento sociale che resterà in vigore nei prossimi mesi. Molte aree di agricoltura periurbana composta da frammenti che penetrano nel tessuto urbano ricevendone gli tutti gli effetti (diversi casi sono presenti nel Parco Agricolo Sud Milano ed anche intorno a Parco Lambro ad esempio), ospitano attività e produzioni agricole che per un periodo definito possono trasformarsi velocemente in prati per la collettività. Per realizzare queste trasformazioni senza penalizzare gli agricoltori occorre prevedere il riconoscimento del loro impegno a produrre biodiversità e benessere dei cittadini ma gli verrà riconosciuto il Servizio Ecosistemico. Gli agricoltori trasformerebbero queste aree frammentate in aree fruibili e prati stabili per una metropoli in crescita. Una cura “quasi-agricola” che acquisisca valore per la collettività urbana e potrebbe consegnare alla città nuove aree a parco, anche in sinergia con il piano ForestaMI per la formazione di filari che permettano il restauro dell’assetto agricolo storico e la formazione di boscature alternate a radure per l’ombreggiatura. Attraverso una valutazione speditiva, sembra sia possibile raddoppiare la superficie a parco della città.

I nuovi volani dell’economia andranno ricercati nell’economia circolare e nella conversione ecologica.
Risparmio e contenimento energetico
Occorre incentivare il risparmio energetico attraverso lo spegnimento notturna delle illuminazioni interne degli edifici pubblici e università per cominciare per poi intervenire sui grandi involucri edificati che sono particolarmente energivori, mentre è possibile lasciare accese con tecnologie di risparmio energetico le luci della città pubblica come l’illuminazione pubblica, i pannelli e le insegne commerciali eccetera. Con lo stesso principio occorrerà intervenire per il condizionamento climatico invernale ed estivo.

 

Strategie, azioni, progetti

● MOBILITÀ | Risparmiare spostamenti e diversificare l’offerta di mobilità

Mobilità
Urgente ripristinare Area B e Area C per tutelare la mobilità dolce.
I nuovi percorsi ciclabili devono essere affiancati da misure di riduzione della velocità (30 km/h).

● SERVIZI E QUARTIERI | Tutto a 15 minuti di distanza
Milano ha strutture e luoghi pubblici sottoutilizzati. Ad esempio CAM, CAG, Biblioteche sono aperti con orari limitati. Le cautele sanitarie e la necessità di distanziamento individuale contingenteranno la possibilità di frequentazione. È perciò necessario che da subito si prevedano aperture più estese sia per quanto riguarda gli orari giornalieri e, se possibile, estendendo le aperture ai giorni festivi.
Nella realizzazione di queste strutture sono state investite risorse pubbliche ingenti, il loro sotto utilizzo rappresenta uno spreco, a nostro parere, non più accettabile.
La crisi che stiamo attraversando ci impone di superare le resistenze alla modifica di quelle che ormai erano abitudini consolidate apparentemente inossidabili.
Durante la prossima estate, molte più persone saranno costrette rimanere in città e avranno bisogno di poter frequentare con maggiore libertà le strutture all’aperto e frequentare i servizi della nostra città.
Proponiamo di
Ampliare gli orari di apertura delle aree verdi pubbliche, dove possibile bisogna aumentare le sedute
Completare in tempi brevi la sistemazione delle aree già previste
Ripensare e riorganizzare le scuole, luoghi che possono erogare altri servizi, sia per gli studenti (attività sportiva, corsi extracurricolari come musica e lingue), con spazi interni ed esterni e in futuro servizi accessibili agli abitanti del quartiere (compatibilmente con le esigenze sanitarie)
Utilizzare a tempo pieno gli edifici di servizio (occorre agire sul Piano dei Servizi e servono soldi per il personale, poi per le attività da svolgere sarei meno specifico: formazione permanente e cultura)
Liberare i viali alberati e gli altri spazi pubblici dal posteggio abusivo delle auto

Possibili interventi nel Municipio 9
Aree da rendere agibili nel breve termine:
l’area verde accanto a Novotel di Viale Suzzani, dove per completare il progetto già previsto servirebbero solo le panchine per la sosta e la sistemazione di un cancello,
riaprire, anche solo temporaneamente e dotare di arredi basici, l’area verde comunale di Niguarda che si trova in via Graziano Imperatore accanto a Villa Trotti e agli uffici pubblici di via Passerini).
il Museo Botanico Aurelia Josz, un’area di valore unico , è un esempio di risorsa verde sottoutilizza quasi inaccessibile, visitabile solo su appuntamento o in caso di eventi.
Utilizzo temporaneo del Cavalcavia Bussa

● CULTURA | Diffondere cultura
L’associazionismo milanese, fortemente diffuso, necessita di servizi dedicati, di corsie veloci in burocrazia, di tutorial per epsimere bene le sue potenzialità. Economicamente e giuridicamente senza fondi, necessita anche di spazi, che terminata l’emergenza, permettano di riunirsi, di confrontarsi, di esercitare attività.
In questo panorama si propone la costituzione di uno sportello unico per le associazioni, allo scopo di facilitarne operazioni burocratiche e progetti utili alla collettività
Lo stesso vale per le forze politiche, soprattutto per le minoranze, che non rappresentate nelle istituzioni, non percepiscono aiuti economici di nessun tipo.
Molti sono gli spazi liberi e semi abbandonati in gestione MM/ATM, ad esempio, che una volta censiti dovrebbero messi a disposizione pubblica, previo accordi e garanzie di sicurezza e corretta manutenzione.

● INFRASTRUTTURE, EDILIZIA E OPERE PUBBLICHE | Snellire le procedure
Edilizia
Il settore edilizio è sempre stato individuato come “volano” dell’economia, ma il suolo è una risorsa sempre più scarsa e non disponibile se non per porzioni marginali e con extracosti scaricati sulla collettività. Lo spazio è una risorse comune preziosa, non va sprecata. È prioritario intervenire sul patrimonio edilizio esistente per migliorarne le prestazioni, evitando sprechi di risorse.

L’architettura sostenibile è la soluzione più adeguata alla messa in sicurezza degli esseri viventi in caso di calamità con la progettazione di abitazioni di emergenza.
“sicura e resistente”, (durable infatti si dice in francese), definizioni coniugate con “dignitosa e sostenibile” sono i parametri indispensabili alle abitazioni in cui accogliere persone in difficoltà, seppur temporanee.
Tante purtroppo le situazioni di emergenza in cui possiamo trovarci (terremoti, inondazioni, uragani, guerre, epidemie) quindi si è manifestata sempre l’esigenza di sviluppare un’idea, un prototipo che possa funzionare all’occorrenza, più simile ad una abitazione , utile ad esempio anche per l’organizzazione di Campus universitari.
È all’attenzione pubblica il delicato equilibrio richiesto agli operatori, a seguito del verificarsi di eventi calamitosi, nel condurre la gestione delle operazioni di soccorso e di emergenza che ne conseguono. Poter disporre di strumenti efficaci, che sappiano garantire i livelli di performance attesa in funzione del fabbisogno richiesto, è quanto mai prioritario. Le soluzioni adottate si avvalgono di un’attenzione particolare alla compatibilità possibile tra tecniche, materiali antichi e nuove tecnologie, È un tema che viene spesso trascurato e che richiede l’individuazione di aree e moduli abitativi piccoli e adeguati, certamente più adatti e salubri dei container, meno problematici dei dormitori, stabili o improvvisati, destinati spesso per eccessiva densita degli ospiti a diventare focolai di frustrazione e tensioni.
Vanno potenziate esperienze come quella di MilanoAbitare che svolge un ruolo di”calmiere” dell’ affitto privato con sconti sulle imposte e di altre forme per aumentare la disponibilità di case in affitto, come ad esempio formi di assicurazione del rischio locativo, a tutela dei danni e del rischio di morosità, che attualmente sono il deterrente principale all’immissione sul mercato degli immobili sfitti.
Favorire la diffusione degli affitti facendo leva su aumento IMU per chi la lascia sfitta per più di un anno e sulla diminzione IMU per chi affitta a canoni calmierati.

● COLLABORAZIONE E INCLUSIONE | Recuperare lo spirito di collaborazione

Bisogna definire priorità e strumenti di valutazione trasparenti e dotarsi di forme di partecipazione che aiutino a intervenire progressivamente e riescano ad affinare gli interventi e a rettificarli in relazione ai risultati.
Per ottenere risultati tangibili è necessario coinvolgere tutti in uno sforzo collettivo indirizzato alla riduzione degli sprechi, all’uso razionale delle risorse e alla riduzione delle emissioni, alla tutela della salute umana e alla salubrità dell’ambiente.

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