Dopo la sparatoria

Dopo la sparatoria

Succede che dopo la sparatoria dei giorni scorsi in centro a Milano, le pagine dei quotidiani si riempono di storie e mappe del narco traffico.
E in queste mappe, rientrano personaggi legati a quelle cosche calabresi che il Corriere Milano non esita a definire della Comasina e di Bruzzano.

Sì, Bruzzano, dove per la Lega l’emergenza illegalità è rappresentata dall’ex Liceo Omero, quello “occupato” dal collettivo Ri-Make che, in un quartiere complicato, difficile, lontano, offre corsi sportivi popolari, corsi di lingua italiana, attività rivolte alle persone disabili, supporto sindacale, ospitalità a chi è senza una senza casa.
In una parola un presidio, anche contro la criminalità (organizzata).

Ma si sa, è troppo complicato affrontare i problemi reali, e allora è più facile urlare “dagli agli occupanti”, e raccontare la legalità di superficie, quella fatta di decoro, di macchine pulite e di piazze vuote, silenziose, linde e senza vita.
Se poi quel silenzio fa comodo all’illegalità vera poco importa, tanto quella non si vede.
E allora non disturba

Elena Comelli

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