EDILIZIA SOCIALE, COHOUSING E MERCATO A MILANO

EDILIZIA SOCIALE, COHOUSING E MERCATO A MILANO

L’edilizia residenziale sociale è una componente fondamentale della città; la sua realizzazione viene condizionata da un mercato immobiliare in continua trasformazione. Per mercato immobiliare occorre intendere non solo il dato delle compravendite ma l’intero processo di produzione degli immobili, che si sviluppa negli aggregati urbani e che coinvolge diversi attori e le loro decisioni. La maggiore o minore “tensione” del mercato immobiliare costringe i produttori di edilizia residenziale sociale a misurarsi con la possibilità di poter realizzare un “prodotto” immobiliare a costi calmierati rispetto al mercato. Il ricorso al mercato immobiliare per realizzare edilizia residenziale sociale diventa necessario quando il Pubblico non sviluppa politiche che ne favoriscano le possibilità.
Oggi il mercato immobiliare milanese è sottoposto ad una rilevante pressione economica. Le ragioni possono essere rilevate nella commistione tra la vitalità delle economie strategiche milanesi e un maggiore protagonismo della società che si manifestano con evidenza in alcune parti della città, attirando capitale finanziario immobiliare internazionale. Questo fenomeno investe selettivamente alcune parti della città, ma genera “onde gravitazionali” che si estendono in tutte le aree comprese nel perimetro amministrativo della città: i prezzi degli immobili non scendono, ma in modo differenziale tendono a risalire e tutti gli operatori sono in cerca di qualsiasi opportunità di acquisizione. In questo quadro gli attori che producono edilizia residenziale sociale si trovano ad operare con maggiore difficoltà e così si “autoescludono” quelli con minore capacità economica e tecnica. I piccoli operatori, come ad esempio i gruppi di persone che intendono realizzare cohousing e che si muovono autonomamente, non riescono ad intervenire nel mercato immobiliare, sia per capacità finanziaria che per i tempi velocissimi con cui si muovono le transazioni.
Un mercato immobiliare che esclude i soggetti indipendenti con minore capacità economica impoverisce complessivamente la città, ed inoltre, se “il Pubblico” ha rinunciato ad acquisire aree da destinare poi a bando per edilizia residenziale sociale, come indica il nuovo PGT, si corre il rischio di non poter vedere realizzate le sperimentazioni più avanzate dell’abitare sociale e collaborativo, relegato a qualche episodica iniziativa pubblica. Non avere un tessuto diffuso di sperimentazione dell’abitare sociale e collaborativo impoverisce la città, ostacolando una crescita culturale e di comunità preziosa.

Gianni Dapri

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