Elogio della lentezza

Elogio della lentezza

Elogio della lentezza.
E’ quello che Beppe Sala lancia da Parigi e che si legge su un’intervista al Corriere.
Riduzione delle emissioni con aree a zero emissioni entro il 2030, conversione al trasporto elettrico entro il 2025, revisione delle politiche governative sulle caldaie per eliminare le caldaie a gasolio in 6 anni (quindi entro il 2023), convertire il carico scarico merci all’elettrico entro il 2025 (solo in centro però), politiche per aumentare il verde in città, a partire dai tetti e da ogni altro spazio disponibile e riapertura dei navigli.
Una visione di lungo termine che racconta una città diversa, una città in cui i mezzi privati sono destinati a sparire a favore dello sharing e della condivisione, una città con spazi e tempi nuovi, guidati dallo scorrere lento dell’acqua dei navigli riaperti in cui i ritmi frenetici della Milano anni ottanta vengono sostituiti, in un processo di lenta trasformazione, da una città più lenta e vivibile, in cui gli spazi e i tempi del lavoro e della vita si conciliano in un processo virtuoso che mette al centro la qualità della vita, quella qualità della vita che, alla fine, incide positivamente anche sulla produttività delle aziende e dei servizi pubblici.
Insomma, la città perfetta in cui vivere e lavorare.

Una visione e una narrazione che si scontra però con la realtà di questi giorni, in cui la città è assediata dal traffico e dallo smog e in cui, tra il silenzio e l’inerzia delle istituzioni, nessun milanese sembra aver accolto l’appello (per altro fino a ieri implicito) a non usare l’auto privata se non nei casi in cui è davvero indispensabile.
Un anno di passi indietro sul trasporto pubblico e di silenzi sul traffico, la rinuncia alle domeniche senz’auto (forse sì, utili solo a non far aumentare le polveri sottili, ma di questi tempi non è poco) comincia a farsi sentire.
E allora, accanto all’elogio della lentezza e al sogno di una città più lenta, serve anche un’accelerata.
Perchè l’emergenza è adesso, e non possiamo aspettare il 2025 per ricominciare a respirare.
Ieri in consiglio comunale, Anita Pirovano, portando a sintesi una mobilitazione che Sinistra x Milano ha lanciato ormai da 10 giorni ha chiesto di bloccare i veicoli motore senza esitazione al prossimo sforamento per 10 giorni consecutivi dei limiti e, in ogni caso, di bloccare il traffico automobilistico il prossimo 1 novembre.
Come Sinistra x Milano non possiamo che raccogliere e rilanciare la richiesta, chiedendo una giornata senz’auto almeno una volta al mese, perchè una città senz’auto è una città più lenta e, pur condividendo il sogno e la visione di una città più lenta, questa volta abbiamo fretta.

Elena Comelli

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