EUROPEE, la tribuna elettorale di SinistraxMilano presenta: Elena Grandi – Europa Verde

EUROPEE, la tribuna elettorale di SinistraxMilano presenta: Elena Grandi – Europa Verde

Abbiamo deciso di non dare indicazioni di voto, come si conviene alla nostra associazione plurale dove sono tante (praticamente tutte) le anime della sinistra, ma non possiamo di certo essere distratti rispetto ad una scadenza elettorale che sembra sempre più importante per il futuro dell’Europa e dell’Italia.

Quindi abbiamo pensato di presentarvi alcuni candidati delle liste che si riferiscono in maniera larga alla sinistra o al centrosinistra.

Ecco le risposte alle nostre domande di della Elena Grandi capolista della lista Europa Verde

1. CI RACCONTI CHI SEI E 3 PUNTI DEL TUO PROGRAMMA ELETTORALE?
Sono nata nel 1960 a Milano, dove vivo e lavoro. Sono sposata e ho tre figli.
Nel 2006 sono stata eletta, come indipendente per la Rosa nel Pugno in quota con i Radicali, nel Consiglio di Zona 1 a Milano.
Dal 2011 sono iscritta alla Federazione dei Verdi e dal 2016 sono membro dell’Esecutivo Nazionale, oltre che di quello Regionale della Lombardia.
Dal 2011 al 2016, di nuovo eletta, ma con i Verdi, sono Presidente della Commissione Verde Ambiente Demanio Casa del Consiglio di Zona 1.
Candidata nel 2016 con la lista Sinistra x Milano per il Municipio 1, e ancora eletta, ricopro la carica di Vicepresidente del Municipio 1 e di Assessore al Verde Ambiente Arredo Urbano Casa Demanio.
 Dal dicembre 2018 sono co-portavoce della Federazione dei Verdi con Matteo Badiali.
Oggi sono candidata come capolista per Europa Verde nel Collegio Nord Ovest: salute e benessere dei cittadini, parità dei diritti e dei doveri, trasparenza dei processi democratici, sono i tre passaggi chiave del mio programma.
A) Oggi la vera sicurezza è quella ambientale. Non si tratta di salvare il pianeta, ma i cittadini del pianeta da loro stessi. Ogni decisione futura deve essere vincolata a questo obiettivo: mettere in sicurezza la salute di noi tutti. Per far crescere il benessere bisogna riconvertire e trasformare l’economia. Nessun cambiamento sarà possibile se non abbandoneremo le politiche di austerity che si sono dimostrate fallimentari. Dobbiamo pensare a un nuovo modello di società che metta al centro la sostenibilità ambientale ma anche economica, politica, sociale culturale. La conversione ecologica dei processi produttivi, gli incentivi alle energie rinnovabili e all’economia circolare devono andare di pari passo con il welfare, con l’equità sociale, con i diritti, con la valorizzazione del ruolo delle donne nella società, con serie politiche di accoglienza, con azioni di pace, con nuove politiche agricole e di tutela dei territori e della biodiversità. Tutto ciò creerà sviluppo, benessere, giustizia, legalità.
B) Il benessere è anche parità dei diritti e dei doveri. In tutta Europa. Perché l’Europa dovrà avere stesse leggi, stessa fiscalità, stessa solidarietà e accoglienza. L’ecologia non è uno slogan da sbandierare in campagna elettorale: è sostanza. E richiede cambiamenti profondi che riguardano anche i nostri gesti quotidiani, la nostra cultura, il nostro modo di consumare e di produrre.
C) Maggiore trasparenza e conoscenza dei meccanismi europei per sfruttare i grandi vantaggi dell’Unione. L’Europa deve essere una risorsa per ogni cittadino e non un ente sconosciuto e ostile. E i Verdi sono nel cuore dell’Europa perché sono l’unico partito transnazionale europeo. Tutti i partiti verdi europei hanno scritto insieme, in novembre a Berlino, un programma unico, condiviso da tutti e che tutti portano avanti localmente, sotto l’ala dell’European Green Party.

2. PERCHE’ L’EUROPA
Perché L’Europa è necessaria e senza Europa non si va da nessuna parte. Perché l’ambiente non ha confini, perché a problemi globali, risposte globali ed europee, perché amiamo la pace e la risoluzione pacifica dei conflitti, perché amiamo le libertà e diffidiamo dei confini tutti, quelli fisici e quelli della psiche. Come detto, questa Europa va migliorata, e la possiamo migliorare soltanto noi che abbiamo una visione globale, complessiva ed europeista dei problemi. Solo noi che abbiamo un orizzonte condiviso e condivisibile. La globalizzazione è un’opportunità se governata. Al netto del razzismo e della xenofobia, la gestione sovranista dei problemi non permette la loro risoluzione perché crede ancora a dinamiche sociali del passato, in cui la comunicazione era inesistente.

3. COSA FARAI PER MILANO QUANDO SARAI IN EUROPA?
Premetto che mi sono avvicinata ai Verdi da una decina d’anni e ho seguito un progetto ecologista partendo dai territori e lavorando con le persone, le associazioni, i comitati. Ho imparato qual è il senso dell’espressione “bene comune”, ho lavorato per migliorare la qualità della vita delle persone e per renderla più sostenibile in una grande città: qualità dell’aria; valorizzazione degli spazi aperti, dei parchi, del verde urbano, della biodiversità; importanza di recuperare spazi e aree dismesse per metterle a disposizione della cittadinanza; efficienza del trasporto pubblico; sviluppo della mobilità attiva; tutela del suolo e delle acque. Bene: in Europa collegherò tutto ciò su una scala più vasta, le singole attività saranno ancora più incisive. Metterò a confronto le diverse esperienze di diverse città in una sintesi virtuosa, acquisirò nuove informazioni, utilizzerò fondi spesso dimenticati per negligenza e ignoranza, proseguirò nell’opera di internazionalizzazione di Milano.

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