EUROPEE, la tribuna elettorale di SinistraxMilano presenta: Piero Graglia – Partito Democratico

EUROPEE, la tribuna elettorale di SinistraxMilano presenta: Piero Graglia – Partito Democratico

Abbiamo deciso di non dare indicazioni di voto, come si conviene alla nostra associazione plurale dove sono tante (praticamente tutte) le anime della sinistra, ma non possiamo di certo essere distratti rispetto ad una scadenza elettorale che sembra sempre più importante per il futuro dell’Europa e dell’Italia.

Quindi abbiamo pensato di presentarvi alcuni candidati delle liste che si riferiscono in maniera larga alla sinistra o al centrosinistra.

Ecco le risposte alle nostre domande di Piero Graglia della lista Partito Democratico – Siamo Europei

1. CI RACCONTI CHI SEI E 3 PUNTI DEL TUO PROGRAMMA ELETTORALE?
Sono Piero Graglia, candidato indipendente nelle liste del PD alle prossime elezioni europee. Insegno storia dell’integrazione europea e storia delle relazioni internazionali alla Statale.
Ho studiato in particolare la storia dei movimenti federalisti e di alcuni suoi esponenti principali, tra i quali Altiero Spinelli, del quale sono biografo.
Il mio programma è molto semplice. L’Unione è di fronte a un bivio: o resta inadeguata oppure l’Unione avvia un processo di riforma dei trattati che aumenti i poteri dell’organo rappresentativo eletto (il Parlamento) e tolga ai governi degli Stati membri il sostanziale potere di veto rappresentato dal voto all’unanimità.
Solo una federazione europea può infatti affrontare quei problemi e quei temi che gli stati membri non possono più gestire in maniera efficace: politica estera, difesa, politica economica, politica fiscale coerente e omogenea, tutela dei diritti, tutela del lavoro, lotta alla povertà, redistribuzione della ricchezza. La moneta unica e il mercato unico non bastano più.
2. PERCHE’ L’EUROPA
 l’Unione europea deve approfondire la sua integrazione perché solo in questo modo può essere un attore credibile e valido nello scenario internazionale, dominato da realtà continentali che non le sono amiche: né gli Stati Uniti, né la Cina né la Russia amano l’Unione, e di questo dobbiamo essere pienamente consapevoli; di certo un’Unione dominata dalla cacofonia di 28 diverse politiche nazionali e confliggenti diversi interessi non può neppure pensare di confrontarsi con realtà continentali solide e omogenee.
3. COSA FARAI PER MILANO QUANDO SARAI IN EUROPA?
l’Unione europea ha già fatto molto per Milano e il suo territorio, garantendo l’ancoraggio della città a realtà appartenenti all’Europa centro-settentrionale e intervenendo con molteplici programmi e fondi, come il FSE e il FESR, per rispondere alle necessità del territorio e del tessuto produttivo milanese. Tuttavia Milano non può restare un’isola relativamente felice all’interno di un’Italia che va alla deriva: non avrà la forza di invertire il declino italiano e rischierà, alla lunga, di esserne trascinata.

Forse la domanda più corretta è quindi cosa si può fare per esportare, nel resto del Paese le buone pratiche di gestione degli aiuti europei, la sensibilità verso l’accoglienza e l’integrazione, la solidarietà che caratterizzano il modello milanese. Come parlamentare europeo potrò accompagnare questo processo ma non orientarlo: per il sistema istituzionale dell’Unione il PE non ha il potere di decidere nuovi interventi verso i Paesi membri, tanto meno verso una singola città; ma avviare una riforma dei trattati per approfondire il processo di integrazione verso una federalizzazione dell’Unione rappresenterà il miglior contributo da offrire per Milano, per l’Italia e per l’Europa stessa.

Ti potrebbero interessare