EUROPEE, la tribuna elettorale di SinistraxMilano presenta: Roberto Giudici – La Sinistra

EUROPEE, la tribuna elettorale di SinistraxMilano presenta: Roberto Giudici – La Sinistra

Abbiamo deciso di non dare indicazioni di voto, come si conviene alla nostra associazione plurale dove sono tante (praticamente tutte) le anime della sinistra, ma non possiamo di certo essere distratti rispetto ad una scadenza elettorale che sembra sempre più importante per il futuro dell’Europa e dell’Italia.

Quindi abbiamo pensato di presentarvi alcuni candidati delle liste che si riferiscono in maniera larga alla sinistra o al centrosinistra.

Ecco le risposte alle nostre domande di Roberto Giudici della lista La Sinistra

1. CI RACCONTI CHI SEI E 3 PUNTI DEL TUO PROGRAMMA ELETTORALE?
Mi chiamo Roberto Giudici. Sono nato nel 1952 a Cantù, cui devo il soprannome che mi ha accompagnato dagli anni di militanza nel Movimento Studentesco. Mi sono iscritto alla Fiom-Cgil nel 1973, quando sono stato assunto in Italtel e ho militato in questa organizzazione con incarichi nel dipartimento internazionale/immigrazione e poi nel dipartimento formazione e organizzazione.
Interessato da sempre al Medio Oriente mi sono laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla Palestina e ho partecipato all’organizzazione della rete “Action for Peace” di interposizione civile e pacifica nel conflitto durante la seconda Intifada negli anni 2000/2003. Sono stato presidente dell’Associazione “Ragazzi dell’Olivo” per l’affidamento a distanza dei bambini palestinesi durante la prima Intifada. Mi sono occupato dello sviluppo della rete internazionale dei social Forum prendendo parte attiva alla stagione delle mobilitazioni contro la Guerra, da Porto Alegre, a Genova, a Firenze e agli incontri Europei.
Da questa storia nasce il mio impegno sui tre temi che hanno caratterizzato la mia vita politica e professionale:
PACE. L’impegno dell’Europa per la conclusione positiva di un processo di pace in Medio-Oriente, necessario per un nuovo equilibrio mondiale basato sulla solidarietà, l’eguaglianza e il benessere.
ANTIFASCISMO E DEMOCRAZIA. È necessario continuare la lotta a tutti i livelli per ottenere la fine dell’agibilità politica dei movimenti che si richiamano al nazifascismo, al razzismo, alla discriminazione.
LAVORO. Un Piano straordinario per la riconversione ecologica dell’economia per creare nuova occupazione. Una legge perché il contratto a tempo indeterminato costituisca la norma. La riduzione dell’orario a parità di salario per la redistribuzione dei tempi di vita e di lavoro. Un salario minimo orario a livello europeo per combattere la diseguaglianza tra lavoratori. Un coerente ed equilibrato regime fiscale di tutti i Paesi per evitare le delocalizzazioni di imprese all’interno della stessa Unione.

2. PERCHE’ L’EUROPA
L’Europa è l’unico terreno credibile per poter condurre una battaglia politica, economica e sociale contro le regole della globalizzazione selvaggia, perché il ritorno al nazionalismo non è una alternativa ma una scorciatoia corporativa strategicamente perdente. Nel contempo, la necessità di un suo cambiamento radicale ce lo ricorda Luciana Castellina, candidata in Grecia alle elezioni europee con Syriza: “l’unità europea è un progetto che era nato bene a Ventotene, fatto dai confinati antifascisti. Quel manifesto ha ispirato la Costituzione italiana ma per niente la formazione della comunità europee. I motivi sono da cercarsi in una unione basata solo sul mercato e su una opinione pubblica frammentata, “giocata un pezzo contro l’altro””. Dobbiamo riconquistare i cittadini all’idea di una Europa che serva veramente al progresso sociale per tutte/i, alla pace (non solo per noi) e al benessere generale e solidale delle persone e dell’ambiente. Dobbiamo riunificare quello che le politiche neoliberista monetariste e finanziarie hanno diviso e messo pericolosamente in contrapposizione. Dobbiamo ricomporre gli interessi della maggioranza dei cittadini in alternativa a quelli della minoranza ricca e potente ponendo al centro la giustizia sociale come collante tra gli strati sociali e gli stati, che non devono competere ma rafforzare una Unione assolutamente Democratizzata nei suoi organismi Istituzionali dando pieno potere legislativo al Parlamento, uno organismo elettivo in questa Europa.

3. COSA FARAI PER MILANO QUANDO SARAI IN EUROPA?
Intendo lavorare perché negli obiettivi perseguiti dal Bilancio dell’Unione, nell’utilizzo dei fondi destinati alla politica di coesione, nella regolamentazione, prevalga l’attenzione ai più deboli, alle periferie e allo sviluppo qualitativo dell’istruzione pubblica. L’aumento delle risorse destinate alla ricerca, ai giovani (Erasmus+), alle migrazioni, a clima e ambiente, devono essere una occasione per cambiare rotta. L’innovazione e la riconversione ecologica radicale, che deve investire ogni sfera del nostro operare, deve prevedere anche un ripensamento profondo dell’organizzazione e dei tempi di vita e di lavoro delle metropoli, compresa Milano avvalendosi del protagonismo delle Università e dei giovani studenti, evitando così un esodo forzato di energie e di saperi fondamentali.
Il Comune di Milano può farsi promotore di progettualità e costruire partnership per un utilizzo dei fondi comunitari che aiuti questa attenzione. Vorrei contribuire alla costruzione di una rete delle città europee più importanti basata sulla connessione delle tante esperienze diffuse per condividere progetti e politiche non solo di coesione ma di protagonismo sociale.

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