Fattorini di Amazon, lo sciopero

Fattorini di Amazon, lo sciopero

Gli algoritmi di Amazon e di altre piattaforme si sconfiggono anche alleandosi con i consumatori.
Chi fa ordini su Amazon lo sa. Quando fai l’ordine hai diverse opzioni sulle date di consegna. Basterebbe chiedere l’opzione di consegna più lontana. Non credo che avere un libro o una scarpa il giorno dopo sia fondamentale.
Ma l’algoritmo ci mette lo zampino e Amazon comunque te lo manda prima della data prevista di consegna.
E allora bisogna iniziare a protestare con l’azienda scrivendo e mandando mail di protesta come mi è capitato di fare più volte. Amazon risponde che lo fa per il nostro bene ma il consumatore deve dire all’azienda che della sua velocità non ci interessa nulla.
Oggi il mondo del lavoro e del consumo consapevole e sostenibile si devono alleare.
Nessun boicottaggio come dice Maurizio Landini. Non è una nostra cultura.
Serve una guerriglia strategica contro lo strapotere di queste aziende che va giocata sul loro stesso terreno. Sul web e contro la loro immagine.
Non solo forniscono pessime condizioni di lavoro e di sicurezza ma orientano anche i nostri modi di vivere, modificano i nostri territori e si arricchiscono con l’analisi dei nostri dati.
Intanto il decisore politico sta a guardare e non fa nulla.

Massimo Bonini
Segretario della Camera del Lavoro di MIlano

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