Federico e l’arretratezza italiana

Federico e l’arretratezza italiana

Il 25 settembre del 2005 moriva Federico Aldrovandi.
Non per cause naturali, ma per omicidio.

12 anni in cui si sono susseguite indagini, accuse, sentenze, riabilitazioni e condanne che hanno animato il circo mediatico italiano ma che non hanno portato a significativi cambiamenti. Accettata la colpevolezza degli agenti, la politica italiana non è riuscita a cogliere i tristi segnali (non solo per il caso Aldrovandi) consegnandoci un reato di tortura inadeguato e cancellando ogni riflessione su quali siano i migliori strumenti per evitare l’abuso di potere, portato anche a casi estremi, e per tutelare i soggetti deboli sotto custodia statale.

Oggi si ricorda Federico, ma si ricorda anche quanto l’Italia sia arretrata per quanto riguarda i diritti e le tutele delle persone in stato di arresto o reclusione.

 

Luca Gariboldi

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