Fermiamo il consumo di suolo

Fermiamo il consumo di suolo

Eccoci qua al 15 marzo, il giorno del primo sciopero globale per il clima.
Global strike significa qualcosa come 1325 eventi organizzati in 100 paesi del mondo, con un obiettivo: chiedere ai governanti un impegno vero sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici
Che non significa solo promuovere quei comportamenti virtuosi che fanno bene al pianeta e fanno bene a noi: usare meno l’auto, ridurre il consumo di carne, rifiutare la plastica soprattutto quella usa e getta.
E poi abbassare il riscaldamento, migliorare l’efficienza energetica delle nostre case, chiedere ai negozi di chiudere le porte quando fa freddo
E potremmo andare avanti per ore e per pagine
Ma impegno vero sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici significa anche misure strutturali che impattino sullo sviluppo di ogni singolo paese e sul modello sviluppo a cui come mondo occidentale ancor prima che come pianeta vogliamo abbracciare.
Una la cita il climatologo Luca Mercalli che, guardando proprio allo sciopero di oggi, ricorda come al Parlamento italiano sia fera, ormai da anni, una proposta di legge contro il consumo di suolo
Un tema, quello del consumo di suolo, che non può prescindere dal “costruito abbandonato”, i cui numeri portano in una direzione sola: siamo sicuri che oggi in Italia serva costruire nuove case? Nuovi capannoni? Nuovi centri commerciali?
I dati ufficiali (ISTAT) ci parlano di oltre 7 milioni di abitazioni inutilizzate, di 700.000 capannoni dismessi e 500.000 negozi abbandonati.
Abitazioni, capannoni e negozi che spesso si trasformano in rifugio per chi non ha un posto dove andare, e, più spesso, sono trasformati in luogo delloi sfruttamento (abitativo, e poi lavorativo) di chi non ha un posto dove andare.
E chi non ha un posto dove andare oggi è sempre di più, per la crisi, per le difficoltà economiche e per il Decreto Salvini che lascia in mezzo alla strada decine di migliaia di peersone.
E allora, consumare meno suolo e recuperare il patrimonio abbandonato, non è solo una misura importante per ridare decoro a aree oggi degradate, è soprattutto fondamentale per il futuro nostro e del pianeta
E anche per dare una risposta diversa a quell’emergenza migrazioni che tanto ha a che fare con i cambiamenti climatici
E allora fermiamolo il consumo di suolo: facciamo per noi, per il pianeta e contro Salvini
Elena Comelli

 

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