FOODORA, “SLOGGARE” CAMBIA SIGNIFICATO

FOODORA, “SLOGGARE” CAMBIA SIGNIFICATO

Il termine “sloggato” da oggi assume un nuovo significato: non significa più solo uscire da un applicativo o da una community, oggi significa anche essere licenziati.

Questo è quello che è successo ad alcuni “fattorini” di Foodora e le virgolette sono d’obbligo considerato che il fattorino è un lavoratore contrattualizzato, mentre chi fa consegne per Foodora viene pagato a cottimo ed è quindi sprovvisto di tutti quei diritti che un qualsiasi lavoratore assunto giustamente detiene.

Costoro, che possiamo ormai definire ex-rider di Foodora, chiedevano proprio questo: il riconoscimento del proprio lavoro. E per questo, sostengono, gli è stato improvvisamente negato l’accesso alla piattaforma di Foodora, e quindi anche agli ordini. L’azienda smentisce di aver messo in atto queste pratiche; nel mentre il Parlamento si sta muovendo per portare in votazione la proposta di legge sulla “Gig Economy” alla Camera. Un Emendamento che obbligherebbe Foodora e tutte le aziende di consegne a riconoscere i propri fattorini come dipendenti, un tentativo simile a quanto è avvenuto in California nel 2015 per poter rendere gli autisti di Uber veri e propri dipendenti.

Perseguire vari gradi di elasticità sulla propria struttura organizzativa è sicuramente funzionale all’attività economica, ma non deve essere fatto al costo di una precarizzazione a tempo indeterminato del lavoratore. Inoltre, il licenziamento non può e non deve essere strumento punitivo o di ricatto.

Nei giorni scorsi Bill Gates ha lanciato un dibattito sull’ipotesi di tassare i robot, ma pensare al futuro non significa solo interrogarsi, significa anche lavorare perché non avvenga, in nome del progresso, un arretramento sul terreno dei diritti dei lavoratori.

Andrea Chisu – Lucilla Tempesti

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