GIU’ LE MANI DA EMMA

GIU’ LE MANI DA EMMA

Non c’è solo la statua di Montanelli coperta di vernice rossa, non c’è solo il video dei prodi di fratelli d’italia che fingono di pulirla.
C’è anche un altro video, che pur è girato molto meno nei giorni scorsi.
È quello di un ragazzo, nero (si può dire?), circondato da una mezza dozzina di poliziotti che lo bloccano e lo ammanettano mentre cerca di salire su un treno.
Non è successo a Atlanta, né a Minneapolis o Saint Louis.
È successo a Milano, stazione di Greco Pirelli.
Il ragazzo è un rider, uno di quelli che ci consegnano la pizza e il sushi, e stava semplicemente cercando di tornare a casa dopo una giornata di lavoro.
Solo che essendo un rider, non lavora con il tablet e il portatile ma con la bici.
Solo che essendo un rider e guadagnando come un rider, a Milano una casa non se la può permettere. E per tornare a casa, deve prendere il treno, e sul treno, grazie a quei geniacci di Trenord, la bici non la puoi più portare.
Per questo è stato bloccato e ammanettato.
Chissà perché ho il sospetto che se fosse stato un bianco (si può dire?) in giacca e cravatta e con la bici a scatto fisso, non lo avrebbero ammanettato, magari un rimbrotto, un “per questa volta vada, ma non lo faccia più” .
È successo due giorni fa, nell’Italia del 2020, ma noi (nel senso noi noi, noi che si fa politica, voi che si fa giornalismo, voi che si amministra e si governa) continuiamo a dibattere della statua di Montanelli, che ci fa sentire un po’ come l’America migliore, quella che non smette di scendere in piazza per i diritti dei neri, mentre l’America peggiore è già tra noi, molto più di quanto ci piaccia pensare.

Ecco il video dell’arresto: https://www.facebook.com/massimochierici01/videos/10157367231988581/

PS emerge dagli esposti dei suoi colleghi di Deliverance Milano che il ragazzo sia stato accusato con tanto di agenzia Ansa di essere uno spacciatore (falso) e poi sia stato malmenato, adesso porta un collarino e ha paura ad uscire.

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