Abbiamo gli strumenti, perché non usarli?

Abbiamo gli strumenti, perché non usarli?

Oggi Repubblica parla di “dibattito” a proposito dell’orario estivo dei mezzi pubblici.

Certo, nella Milano tutta orientata al futuro che ambisce a ospitare organismi internazionali come l’agenzia del farmaco, abituati a città dove l’estate è una stagione come un’altra, parlare di orario estivo fa sorridere. E tuttavia si capisce che siamo sempre allo stesso punto: il contratto con Atm è quello e se si mette da una parte si toglie dall’altra. L’apertura anticipata della metropolitana ha portato alla soppressione delle linee notturne, le modifiche su alcuni percorsi hanno portato alla riduzione delle frequenze su altri, e così via: un lavoro di continuo bilanciamento e ridistribuzione delle risorse.

Senza entrare nel merito dei tagli, sui quali abbiamo già detto (il trasporto pubblico non si può tagliare o limitare per nessuna ragione, ma anzi deve essere esteso e potenziato), quello che ci colpisce è la dinamica sulla partecipazione alle scelte che vengono fatte. Ci colpisce che le discussioni si sviluppino su Facebook. Abbiamo oggi strumenti che ci permetterebero di chiedere il parere dei nostri concittadini quasi in tempo reale, perché non usarli? Senza che debbano necessariamente diventare LO strumento decisionale, non potrebbero essere utilizzati per un dibattito preventivo sulle opzioni disponibili? Abbiamo recentemente usato un semplice questionario per le modifiche al Pgt, perché non usarne uno per valutare, per esempio, se e come i milanesi andranno in ferie nelle prossime settimane, quando suggerirebbero di ridurre eventualmente il numero di corse, eccetera.

Sarebbe uno strumento decisionale in più nelle mani di chi deve fare quel complicato lavoro di bilanciamento tra risorse e richieste.

 

Marco Mazzei

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