GOVERNATORI E RAGAZZINI

GOVERNATORI E RAGAZZINI
Tra le regole base del buon manager, del buon leader e del buon amministratore (in questo caso pubblico) c’è la capacità di accettare la critica e, quindi, di migliorarsi continuamente.
Il principio democratico impone oltre al governo (o in questo caso un “governatore”) una opposizione non solo per portare punti di vista diversi, ma anche per operare una sorta di controllo sull’operato del governo, per evidenziare gli errori e per correggerlo (eh sì, questa è la democrazia).
Invece, ci troviamo di fronte a un atteggiamento degno del ragazzino di seconda media che quando si trova bocciato con diversi quattro in pagella è capace di affermare che “i prof mi hanno preso di mira” oppure “non ero simpatico alla prof di matematica”, o ancora “ce l’avevano tutti con me e mi hanno voluto bocciare”.
Ecco, questo è lo spettacolo al quale stiamo assistendo da giorni da parte del Presidente della Lombardia Fontana. A partire dall’imbarazzante conferenza stampa di sabato scorso durante la quale di fronte alle domande incredule dei giornalisti abbiamo assistito a risposte supercazzola “come se fosse antani” e dove ogni critica diviene “è un attacco politico”.
Ai cittadini lombardi che si sono sciroppati la zona rossa non interessa nulla di chi ha fatto cosa ma interessa solo che sia tutelata la salute e che tutto funzioni a dovere, e purtroppo non pare che sia così.
Cosa avremmo voluto sentirci dire? La cosa più ovvia: una ricerca dell’errore in collaborazione dello stesso Ministero e un’assunzione di responsabilità nel capire quello che è successo e, a seguire, un “faremo del nostro meglio per sistemare le cose e fare in modo che non si ripeta”. Così dormiremmo sonni tranquilli, con piacevoli sogni colorati dei colori della nostra Regione. Invece dormiamo agitati pensando al rosso che non era rosso, alle cose che avremmo voluto fare fin da ottobre 2020 e non abbiamo potuto fare.
Questa è la destra: incapace di accettare le critiche; incapace di accettare il gioco democratico come un gioco virtuoso che porta tutti a fare meglio; incapace di orientarsi all’obiettivo (tutelare la nostra salute) senza farsi distrarre dalla politica da campagna elettorale. La destra che si arrocca su stessa e non è in grado di utilizzare i vantaggi della democrazia per governare: considera ogni critica un attacco politico e non uno stimolo per fare bene. Questa destra risulta capace solo di fare propaganda e parare i colpi facendo polemica, creando confusione nel tentativo di vendersi come capaci e competenti dando degli incapaci agli altri (Ministero o ISS o opposizione o la stampa o qualsiasi altro li mette in discussione).
E quando i nodi vengono al pettine? Come ha risposto lo stesso Fontana con fare da padre padrone durante la conferenza stampa quando gli hanno domandato come mai tutto ciò non succede nelle altre regioni (“io…questa cosa non so e non mi interessa, io guardo solo la Lombardia!”) ci fa capire molto: la “Lombardia” inizia e finisce con la politica del suo “governo” e non la Lombardia dei cittadini che ci vivono e subiscono le conseguenze, non la pluralità delle persone, delle idee e delle critiche che risiedono in regione.
Il modo di procedere della destra nella nostra regione, che non considera la democrazia una risorsa ma un ostacolo, ha come conseguenza colori a caso; per noi, che invece crediamo fortemente nella democrazia, il “verde è matematico”, proprio come ci ricordava il fumetto di Andrea Pazienza!)
Paolo Campanini
PS nella immagine una delle tante dichiarazioni a favore di telecamere mai realizzate

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