GRAZIE VITTORE!

GRAZIE VITTORE!
Vittore Bocchetta ci ha lasciati. Commossa nel ripercorrere i momenti che abbiamo condiviso.
Caro Vittore il pensiero corre al marzo 2004 quando partimmo da Verona con una piccola troupe per ricostruire in un documentario la tua tragica esperienza nei Campi di sterminio nazisti. Il piccolo racconto/diario che scrissi in quei giorni si intitolava ‘Il pulmino rosso della memoria’ e da quello ho ripescato alcune frasi.
Impossibile qui raccontare chi sei stato. Cercate Vittore Bocchetta in rete. Fai buon viaggio grande Uomo
“… Il primo impatto è stato con la sua presenza fisica. Altero. Imponente. Non faccio fatica ad immaginarlo da giovane… studioso affascinante, tombeur de femmes…
Avvolto nel suo trench kaki mi sorprende subito per la fiera determinazione. Capisco che è disposto a tutto per portare a buon fine questa missione. Disposto ad affrontare nuovamente il tormento del ricordo, la tragedia dei luoghi.
Vittore, pronto ancora, a ottantatrè anni suonati, a faticare, camminare, pazientare, aspettare, ripetere, viaggiare, in un clima gelido, che da queste parti non è l’inverno che conosciamo.
Devo condividere questo percorso della memoria.
Vittore descrive la vita nel campo che aveva l’obiettivo dello sterminio di massa e la distribuzione dei superstiti nei campi di lavoro. Il dolore, le pratiche, le regole, le assurdità per noi uomini e donne “sinceri democratici”, venuti fin qui a cercare di capire, e a nostra volta raccontare.
Le ore trascorrono a volte interminabili, come i ritmi dettati dalle riprese, a volte veloci, quasi a lenire la nostra sofferta partecipazione.
Flossenburg. Una seduta straordinaria del Consiglio Comunale accoglie il nostro gruppo. I discorsi, lo scambio di doni…. Interviene Bocchetta. Vittore, sebbene conosca la lingua, si è sempre rifiutato di usarla. Dice poche parole, lasciando che siano altri a tradurle. Sono tornato… questo dice Vittore. Sereno, quasi scherzoso, ma lapidario. Quest’uomo che i vostri padri hanno tentato di schiacciare, al quale hanno inflitto dolore e pena con l’esclusivo obbiettivo di umiliare e distruggere è tornato. Vivo. E’ arrivato il momento di fare i conti con il vostro passato. Ricordiamo. Mai più”.
(Marzo 2005, allegato a Spiriti Liberi – Ribelli a Verona di S. Paiusco, Ed. Achab)
Rossella Traversa

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