I FASCISTI IERI E OGGI E NOI

I FASCISTI IERI E OGGI E NOI

Piazzale Loreto stamattina le celebrazioni, ancora più necessarie dopo le provocazioni dello scorso 24 aprile di una banda di ultras, fascisti, laziali per lo più, tra i quali uno dei leader “Irriducibili” ucciso pochi giorni fa e di cui viene svelata la caratura di malavitoso e trafficante di droga. Perché i fascisti sono questa cosa qua: violenti e delinquenti.
Ecco invece la storia di quella mattina e di quegli uomini a cui rendere gratitudine (grazie alla Fondazione Roberto Franceschi Onlus per aver ricordato questo pezzo della storia della città).

È l’alba di giovedì 10 agosto 1944, quindici antifascisti detenuti nel carcere di San Vittore a Milano vengono prelevati dalle proprie celle e caricati su un camion. Sono Umberto Fogagnolo, partigiano arrestato per aver affrontato un repubblichino durante un selvaggio pestaggio ad un operaio, Domenico Fiorani, socialista, Vitale Vertemati, collegamento tra varie bande partigiane, Giulio Casiraghi, tornato dal confino e addetto alla ricezione dei messaggi da Londra, Tullio Galimberti, disertore e gappista, Eraldo Soncini, già ricercato dall’8 settembre e infine catturato dalle SS, Andrea Esposito, partigiano garibaldino, Andrea Ragni, catturato durante un’operazione per recuperare armi, Libero Temolo, sappista, Emilio Mastrodomemico, comandante dei Gap, Salvatore Principato, di Giustizia e Libertà, Renzo del Riccio, antifascista scampato alla deportazione, Angelo Poletti, partigiano presso la Isotta Fraschini. Alle sei e dieci del mattino vengono fatti scendere in Piazzale Loreto e vengono giustiziati da un plotone di esecuzione della legione autonoma Ettore Muti, corpo militare della Rsi.
La strage di Piazzale Loreto viene compiuta come rappresaglia per un attentato compiuto tre giorni prima contro un camion tedesco parcheggiato in Viale Abruzzi, in cui pure non era rimasto ucciso nessun soldato tedesco, ma avevano invece perso la vita sei cittadini milanesi.
Dopo la fucilazione i cadaveri dei quindici antifascisti vengono lasciati sotto il sole per tutto il giorno. Un cartello con scritto “Assassini” è posto al loro fianco, e i fascisti della Ettore Muti rimangono a controllare che nessuno vi si avvicini, impedendo ai parenti di portare via i corpi, e continuando a insultare i corpi. Solo in tarda serata, grazie alla mediazione del cardinale Schuster, i corpi vengono finalmente lasciati alle proprie famiglie. Su alcuni cadaveri verranno ritrovate, nascoste nelle tasche interne dei vestiti e vergate con scrittura incerta su minuscoli pezzi di carta, lettere ai familiari e ai compagni, scritte pochi momenti prima della fucilazione.

“Il mio ultimo pensiero è per voi, W Italia” – Umberto Fogagnolo

“Pochi istanti prima di morire a voi tutti gli ultimi palpiti del mio cuore. W l’Italia” – Domenico Fiorani

“Siamo a San Vittore ci mandano in Germania forse per me è finita, ma voi dovete continuare la lotta anche per il vostro paparino che vi bacia bacia bacia sempre tanto” – Eraldo Soncini.

“coraggio e fede sempre fede ai miei adorati sposa e figlio e fratelli, coraggio coraggio ricordatevi che io vi ho sempre amato abbracci vostro Libero” – Libero Temolo.

Ti potrebbero interessare