I MEDICI DI NIGUARDA RISPONDO A FONTANA, PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA

I MEDICI DI NIGUARDA RISPONDO A FONTANA, PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA
La visibilità mediatica che ha ottenuto l’ospedale Niguarda, in seguito al servizio delle Iene del 05/11/2020, può essere un’opportunità per denunciare dall’interno le evidenti criticità nella gestione di questa crisi sanitaria. Lo status di dirigenti medici dei principali ospedali della città di Milano ci impone di essere promotori di buone pratiche sanitarie. In questa direzione e con questo auspicio ci permettiamo di denunciare sprechi e mal funzionamento dell’apparato sanitario pubblico locale. La diretta conseguenza di ciò grava sulle nostre spalle, costringendoci ogni giorno a intubare e ricoverare in Terapia Intensiva decine di pazienti, esattamente come accadeva a Marzo – Aprile di quest’anno. Cogliamo l’opportunità data dall’attenzione che i media che volgono a noi in un momento così drammatico per il genere umano.
Case identification, isolation, testing and care, and contact tracing and quarantine, are critical activities to reduce transmission and control the epidemic1.
Le line guida per la gestione della pandemia in corso sono messe nero su bianco dall’OMS: “Quando viene applicato sistematicamente, il tracciamento dei contatti rompe le catene di trasmissione di una malattia infettiva ed è quindi uno strumento essenziale per la salute pubblica per controllare i focolai di malattie infettive”1.
Le dichiarazioni dei vertici dell’ISS, prontamente rilanciate dalla dirigenza di ATS Milano in dichiarazioni pubbliche rilasciate poche settimane fa2 sono in contrasto con le raccomandazioni dell’OMS e delle società scientifiche nazionali e internazionali. Abbassare la sorveglianza epidemiologica in questa fase dell’epidemia è pericoloso e non giustificato per un ente di sanità pubblica quale l’ATS. Invocare misure di “mitigazione” (leggasi restrizioni alle libertà individuali e lockdown), prima di aver adeguato e ottimizzato il sistema di identificazione e tracciamento dei contagi è un evidente segnale di inadeguatezza rispetto all’impegno richiesto dalle istituzioni ai dirigenti degli enti in questione. Le misure di “mitigazione” sono necessarie in questa fase dell’epidemia, ma un sistema di prevenzione efficiente e tempestivo è fondamentale.
Oggi a Milano il sistema di tracciamento dei contagi è inefficiente e si riflette in uno spreco di risorse pubbliche enorme. I contatti da parte di ATS per la sorveglianza dei positivi sono in ritardo di settimane, arrivando al paradosso che i cittadini contagiati vengono contattati alla fine del periodo di isolamento domiciliare. Questa falla nel tracciamento lascia alla responsabilità individuale il compito di isolarsi e comunicare la propria positività ai contatti a rischio, senza alcun intervento effettivo da parte delle istituzioni. Tutto ciò ha delle conseguenze gravissime sul sistema sanitario regionale, sulla diffusione della pandemia e sulla salute dei cittadini.
Non è possibile dichiarare che il sistema dei tracciamenti ha dei numeri non più sostenibili, se i tracciamenti non vengono effettuati correttamente. Sono stati fatti migliaia di tamponi la scorsa estate negli aeroporti per controllare i flussi di rientro (pratica per altro di dubbia utilità, in quanto presuppone che l’accesso prevalente ad un’area metropolitana come quella di Milano, sia limitato solo ad aeroporti o stazioni) eppure ora, non si è in grado di monitorare i focolai interni alla città. Attualmente abbiamo centinaia di persone dedicate al contact tracing da parte di ATS (evidentemente insufficienti) che, mantenendo il ritardo di settimane tra il riscontro di positività al tampone e il contatto telefonico, vanificano al 100% l’utilità del tracciamento.
A questo spreco di risorse si aggiunge quello dei fondi investiti dal governo per il tracciamento informatico tramite l’app Immuni. La positività al sistema può essere segnalata solo tramite l’operatore sanitario dell’ATS: finché l’ATS non contatta il positivo al tampone, la positività non può essere segnalata all’applicazione e dunque il sistema non è in grado di registrare gli spostamenti del positivo, vanificando totalmente l’utilità del tracciamento tramite app.
L’inefficienza del sistema di identificazione e tracciamento da parte di ATS porta ad un incremento esponenziale dell’utilizzo dei servizi di screening privati (tamponi ed esami ematici sierologici) che colmano la mancanza di accessibilità ai servizi pubblici. Le famiglie milanesi a cui viene comunicato il contatto stretto con un positivo non hanno altra alternativa che rivolgersi a strutture private a pagamento (con costi fino a 130€ per un tampone). La speculazione della sanità privata, con l’indiretta ma concorrente complicità della mala gestione sanitaria pubblica, è inaccettabile.
I fondi per la gestione dell’emergenza dovrebbero essere equamente suddivisi tra: il potenziamento dei sistemi di cura (ampliamento dei posti nelle terapie intensive e ottimizzazione delle misure a sostegno degli ospedali pubblici e del personale sanitario) e i sistemi di prevenzione. Non è ammissibile che passato quasi un anno dall’inizio dell’epidemia e dallo stato di emergenza imposto dal primo picco pandemico, non esista un sistema pubblico accessibile e rapido di prenotazione dei test di screening per la popolazione.
Alla dirigenza della sanità pubblica lombarda sfugge che la cura, ad un fenomeno pandemico di questa portata, è data primariamente dalla prevenzione, così come raccomandato dalle Linee Guida dell’OMS, mentre il trattamento dei malati è molto più complesso e dispendioso. La nostra impressione è che gli sforzi e gli investimenti riservati alla cura dei malati, non siano equamente bilanciati sul fronte della prevenzione.
Con questa lettera vogliamo evidenziare e denunciare come le errate decisioni strategiche fin qui adottate dai nostri governatori, sordi ai richiami delle comunità scientifiche, siano concausa della attuale situazione di emergenza del territorio della città metropolitana di Milano
Alcuni “silenziosi artigiani”3 dei servizi di anestesia e rianimazione della città metropolitana di Milano
Contatti:
anestesistiperlasalutepubblica@gmail.com
Segnalazione ripresa da Vittorio Agnoletto

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