IL GOVERNO, MILANO, LA TRANSIZIONE… PICCOLO ESEMPIO DELLA NECESSITA’ DI ANDARE PER LA NOSTRA STRADA

IL GOVERNO, MILANO, LA TRANSIZIONE… PICCOLO ESEMPIO DELLA NECESSITA’ DI ANDARE PER LA NOSTRA STRADA
Qualche giorno fa Automobile Club Milano e Quattroruote hanno patrocinato un confronto, più o meno, sul “modello Milano” e la mobilità, invitando anche l’assessore Marco Granelli e anche Barbara Meggetto di Legambiente Lombardia (salvo non darle praticamente la parola). Lo scopo dei promotori era dire che ci vuole “realtà” e ”concretezza” cioè smetterla di ridurre il traffico privato automobilistico e di fare le zone 30 all’ora e le piste ciclabili in strada. Il partito dell’auto insomma, unica sicurezza rimasta. Qua sotto c’è il dibattito così verificate voi stessi. Il presidente dell’Aci, La Russa Geronimo, figlio d’Ignazio, ha così concluso (abbiate pazienza): “Bisogna parlarsi, chiarirsi, cercare equilibrio e trovare soluzioni, in modo che ci si possa muovere nel modo migliore e con velocità. Non la velocità che si persegue su una pista come Monza ma intesa come fluidità del traffico. I fatti hanno dimostrato che con quattro corsie in autostrada c’è meno traffico e si va più veloci, ovvero si arriva prima alla meta, e in tutta sicurezza, pur rispettando il limite di 130 km/h; lo stesso concetto può essere applicato su certe strade cittadine, dove sarebbe meglio allargare la carreggiata per le auto piuttosto che creare piste ciclabili, dirottabili su strade secondarie”. Ecco senza troppo mischiare e senza inutili commenti sul governo che poi vedremo cosa farà. Meglio che andiamo per la nostra strada, caro sindaco

Beppe Sala, caro PD Milano Metropolitana, senza confusione con altri percorsi, no?

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